NART – Luigi Chinetti e l’avventura americana

La massima gloria motoristica jeraghese degli anni trenta fu il  Sig. Luigi Chinetti. Era nato nel 1901 e per interessamento del padre Giuseppe, capo meccanico alla Anonima Lombarda Fabbrica Automobili Alfa, potè entrare come praticante nella stessa officina. In breve tempo, per le attitudini dimostrate, passò alla sezione motori da corsa. All’epoca le corse su strada e di durata, prevedevano la presenza di un meccanico al fianco del pilota ed il nostro, non avendo dimostrato riluttanza alcuna a salire su quei bolidi durante le prove, presto divenne meccanico di bordo. Conobbe Enzo Ferrari, che inizialmente fu pilota  Alfa e, dal 29 fino alla guerra, titolare della scuderia Ferrari equipaggiata  di sole vetture Alfa  . Con quel curriculum e per le sue doti, Luigi Chinetti divenne a sua volta pilota esperto nelle gare di durata. Partecipò per la scuderia Alfa Romeo alla “24 ore di Le Mans vincendo 2 edizioni nel 1932 – 1934 – e per Ferrari l’edizione del 1949. Stirling Moss, famoso pilota ricorda per la Gazzetta dello Sport, 22 aprile 1988  Conoscevo di nome Enzo Ferrari…… ma ho sentito parlare per la prima volta delle sue automobili quando Luigi Chinetti vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1949”.  Solo nel dopoguerra Chinetti avrà una sua scuderia : la N.A.R.T. North American Racing Team, e vincerà di nuovo a Le Mans   nel 1965 coi piloti Rindt e Gregori . Con riferimento alla Nart “ Auto sprint ” anticipava una indiscrezione: “ è stato confermato che Mario Andretti e il figlio Mike parteciperanno in coppia alla classica gara francese e dovrebbero guidare una Ferrari gruppo “C” iscritta da Luigi Chinetti, rivelando altre fonti la rivista aggiunge, nel caso in cui la Ferrari non riuscirà ad approntare le vetture del gruppo “c”, su cui Luigi Chinetti fa molto affidamento, i due Andretti correranno quasi sicuramente con una Ford C. 100 “. Questo brano tratto dalla stampa sportiva, conferma come Luigi Chinetti fosse molto influente nel mondo delle corse automobilistiche ed in autorevole rapporto coi grandi personaggi dell’ambiente. La meritata stima di Enzo Ferrari e la fama  dell’aver vinto ripetutamente le severissime prove di durata a “ Le Mans”, sicuramente tra le più ardue e pericolose, lo resero  popolare negli Stati Uniti dove si era trasferito nello Stato del Connecticut, a Greenwich, con l’incarico di unico rappresentante Usa per la casa Ferrari di Maranello. Per far gareggiare le Ferrari negli States  fonderà, appunto, la  scuderia N.A.R.T e ne sarà proprietario. La sua attività gli consentì di raggiungere una elevata posizione sociale. Il Corriere della Sera del 28/7/1963 a pag. 10, potrà titolare su tre colonne :” Nuova York, 25 luglio, nella Cattedrale di Saint Patrick, Miss Mamie Spaers Reynolds, figlia del Senatore Robert R. Reynolds, si sposa con Luigi Chinetti jr., figlio del noto asso dell’automobilismo italiano, attuale rappresentante Ferrari sul Mercato Americano . Sono presenti alla cerimonia i nomi più altisonanti della high life nuovajorchese.” Morì nel 1994 e nelle sue disposizioni testamentarie  volle beneficare il nostro asilo, la parrocchia di San Giorgio e la Fondazione Dino Ferrari per la Distrofia Muscolare. 

Altra figura motoristica jeraghese fu Enea Chinetti, cugino di Luigi. La sua vicenda professionale, raccolta  e scritta da Sergio Alabardi per “ Jerago rassegna di Vita cittadina del dic 1969″,  ripercorre la storia stessa della nostra aviazione militare e civile fino al 1962 : “.. e’ uno degli uomini che sono nati con la aviazione nel sangue. Era entrato nel battaglione aviatori di Torino, nel dicembre 1914, quasi 10 mesi prima della chiamata normale di leva, e prima di allora era già stato a Piacenza a fare gli esperimenti all’Arsenale Militare. E’ difficile riandare con la mente a quell’epoca e rendersi conto di come un giovane di vent’anni potesse intravedere dalle sporadiche manifestazioni aeronautiche di allora l’avvenire sfolgorante e lo sviluppo prodigioso che avrebbe avuto l’Aviazione. Compiuta l’istruzione militare, fu mandato alla Macchi di Varese, dove si impratichì di meccanica sui biplani “ Nieuport “ costruiti su licenza francese. Questo fino al dicembre 1915. Da allora egli segue la sorte della 71^ squadriglia Caccia e si occupa di montare e far funzionare i “Bebè Nieuport” arrivati imballati dalla Francia con motore rotativo Henron da 80 H.P., poi dell’ Hanriot 110, Spa 140, Super Spa 180 e 200, degli Sva –5. Conobbe e fu partecipe nella stessa squadriglia di Palli, di Baracca e di Goffredo Lorini. Impossibile elencare tutti i tipi di aerei dei quali si occupò durante la prima guerra: tre tipi di Caproni, vari Fiat, tre tipi di SVA. Terminata la guerra, fu mandato in Francia e quindi a Roma – Centocelle per la partecipare alla preparazione raid Roma – Tokyo di Ferrarin. Fu congedato e nuovamente richiamato in servizio, finché il 15 aprile 1928, fu assunto alla Società Aerea Mediterranea. Da allora ad oggi (1969 N.d.R.) tutti gli aeroplani destinati alle linee civili si può dire lo abbiano visto lavorare intorno a loro, a Cagliari, a Tunisi, a Ostia, alle prese con i vari tipi di idrovolanti della SAM prima e dell’Ala Littoria poi: Savoia Marchetti SM-55, SM-66, Cant Z-506 ecc., dal 1928 al 1940. Ad Ostia rimase anche come richiamato, sempre lavorando sugli aeroplani dei vari gruppi da trasporto fino all’armistizio. Dal principio del 1944 all’ottobre del 1946 fu l’unico periodo in cui Chinetti si limitò a sognare aeroplani senza poterli riparare e quel giorno –il 10 ottobre 1946- quando entrò alla Lai con la solita qualifica di capo montatore, dovette sentirsi rinato . Il fatto che dovesse occuparsi di aeroplani di tutt’altro concezione e cioè dei DC-3 non gli fece nessuna impressione né causò esitazione al suo lavoro. Quando la Compagnia si trasferì a Ciampino dall’Aeroporto dell’Urbe, la sua sfera di lavoro si allargò: ai DC 3, si aggiunsero i DC 6 e i DC 6B, i Convair 240, i Viscount e infine i DC8 e i Caravelle. Il passaggio all’Alitalia dalla Lai, dopo la fusione, non costituì un elemento eccezionale per lui, che conosciuto da tutti, si trovò in una famiglia un poco più grande della precedente. Egli aveva alle sue dipendenze un gruppo di operai altamente qualificati……. Ha un figlio motorista di volo e un altro professore di matematica: essi simbolizzano in modo palese le attitudini del nostro Chinetti: L’amore per gli aeroplani e per il volo, la precisione e l’esattezza nell’impostazione del lavoro e nelle operazioni compiute. Di aspetto robusto col colorito roseo, i capelli bianchi e gli occhi azzurri, il capo montatore Chinetti ha, con la semplicità e la stessa tranquilla sicurezza, montato, verificato e riparato i suoi aeroplani sugli aeroporti fiorenti in pace e su quelli sconvolti dai bombardamenti, come tante volte ha fatto a Tripoli dove, chiamato dall’Ing. Buattini si recava in volo a riparare gli aeroplani incidentati o abbattuti. 

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