La festa di San Rocco nel ricordo di un contradaiolo

Vi scrivo per farvi sapere che la casa dove abito é una del le case più vecchie di Jerago. La comperò mio nonno, Agostino Guffanti, nel 1870 e si chiamava villa Cesira. Di quando ero ragazzino, mi sono rimasti impressi i festeggiamenti che si facevano allora per la festa di San Rocco. Si costruiva un banchetto con gli assi da ponte, vicino all’officina del Pasqualino Aliverti e si bloccava tutta la strada. Sopra si metteva una damigiana di vino, che mio nonno, siccome era presidente della Cooperativa, aveva preso per quella festa e così tutti quelli del paese che si trovavano a passare di qui dovevano bere una tazza di quello buono, altrimenti non passavano. L’ultima festa di San Rocco della mia giovinezza l’ho fatta nel 1954, c’era anche la pianta della Cuccagna che era stata bene ingrassata fin dalla mattina. Ma era così scivolosa, che nessuno dei giovani qui del Cantone e del San Rocco, ce la faceva a prendere i premi.  Allora quelli della Piazza ci hanno detto: “se non ce la fate voi la prendiamo noi”. Così sono intervenuto :

“mi metto sotto di piantone e voi salite sopra di me“. Ne ho portati quindici sulle spalle, l’Emilio Scaltritti che faceva il muratore era riuscito a sgrassarla bene e così il più piccolo dei Paoletti del Pulciana era riuscito a prenderla. L’Emilio Scaltritti che aveva fatto il conto mi ha poi detto che portavo in spalla quasi quattro quintali.  Così quelli della Piazza non hanno vinto!!

Un’altra bella ricorrenza è stata quando appena finita la guerra del 1945  hanno portato in giro per il paese la Madonna Pellegrina. E’ venuta anche qui nel cortile del Pasqualino Aliverti, per tre giorni e tre notti e alla notte la vegliavo sempre io.

Se debbo essere sincero mi sembra che quelli erano tempi più belli, meno soldi, più timore di Dio e anche meno odio e violenza.

Luciano Garavaglia

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Un pensiero su “La festa di San Rocco nel ricordo di un contradaiolo

  1. Maria Grazia Bori

    Io che sono di Ierago non riesco a capire chi possa essere questo Luciano Caravaglia .Abitavo al cantone e mi ricordo dell’albero della cuccagna e della chiesa di San Rocco , mi capitava con la Rosaria Aliverti a volte di suonare le campagne per ordine delle suore.

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