Spirito europeo attraverso il gemellaggio

fonte immagine: comune.jeragoconorago.va.it

Lo spirito europeo attraverso il gemellaggio consente una reciproca conoscenza tra persone di diverse nazionalità nella interpretazione della esigenza di fratellanza europea.

Ecco queste realizzazioni vanno lette come un filo di Arianna che si dipana attraverso i vari periodi amministrativi caratterizzati certamente dalla personalità del sindaco pro tempore, dai suoi assessori  e dal consiglio comunale. I quali, se visto ex post, lontano dall’agone elettorale, democraticamente si susseguono, raccolgono i frutti del lavoro precedente, ne apportano di loro e lasciano i loro studi e le loro opera a chi li seguirà in una continuità di azione il cui risultato è il bene della comunità.

Di tale spirito è significativo, una frase dal discorso di insediamento del Sindaco Ferruccio Bossi che pensiamo si possa ben adattare a tutti gli amministratori che si sono succeduti alla guida del nostro Comune:  “Chi si impegna in politica non lo fa partendo dalla prospettiva di essere sconfitto, ma cerca giustamente di ottenere quel consenso che gli dia il potere di realizzare i programmi che ritiene possano contribuire al bene comune. Se questo è vero, l’invito fatto con il cuore più che con la ragione, è di operare, tutti quanti insieme con concretezza e se mai, mediazione ci deve essere, questa non dovrà mai avvenire a scapito dei valori ed è proprio per questo che lo stile del confronto e del dibattito non dovrà essere quello della contrapposizione personale. Se il fine della politica è il raggiungimento del bene comune, cioè di tutte quelle condizioni sociali, morali, religiose, di cultura ed economiche che permetteranno a tutti i membri della società, sia singoli che liberamente associati, di sviluppare la persona umana in tutte le sue correlazioni; se in altre parole, la politica vuol essere un ”servizio alla società civile”, in quanto società di persone avente ognuna una propria dignità, un proprio valore, un proprio fine, nel rispetto di quelli del prossimo, allora cari consiglieri, mettiamoci al suo servizio con rispetto, sì, ma con la massima attenzione ai principi morali che richiede”.

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