Archivi categoria: Ricerche storiche

Madonna di Fatima

Un dipinto della Madonna di Fatima, in ricordo di un recente pellegrinaggio è stato realizzato dal sig. Gianfranco Battistella nel corso dell’anno 2016, su commissione della famiglia Lo Fiego/Cardani.

Il dipinto è stato posizionato all’esterno della casa della suddetta famiglia in via A. Manzoni a Jerago, nelle vicinanze delle Scuole elementari.

Il dipinto va così ad arricchire il tour delle cappelline sacre ed edicole votive, che all’inizio delle pubblicazioni di questo blog avevamo promosso.

Un ringraziamento al sig. Battistella e alla famiglia Lo Fiego/Cardani per questa iniziativa!

Scheda di scavo della chiesa di S. Giorgio di Jerago

Pubblicato su Un Popolo in Cammino – Novembre 2005

Di seguito si pubblica il  fondamentale documento della Sovrintendenza Archeologica della Lombardia, col quale la Dottoressa Maria Adelaide Binaghi, dà notizia ufficiale dei ritrovamento dell’abside della vecchia chiesa di San Giorgio ed offre il supporto scientifico agli studi sulla romanicità della chiesa, precedentemente indicati. Purtroppo anche la Dottoressa Binaghi, cui va il nostro grato ricordo, è prematuramente scomparsa in un incidente di montagna nel mese di agosto dell’anno 2004.

Nel Notiziario della Sovraintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia

(anno 1999-2000) è apparsa la:

pubblicazione della scheda di scavo della chiesa di S.Giorgio di Jerago, redatta dalla Dott.ssa  M. A. Binaghi.

 

Jerago con Orago (Va)

Chiesa di San Giorgio

Indagine archeologica

 

All’interno delle opere di ripristino e restauro finalizzate al recupero funzionale della dimessa chiesa parrocchiale dedicata a S. Giorgio, nel 1977 il controllo delle fasi di asportazione della vecchia pavimentazione interna, ha permesso di individuare le fondazioni murarie ed i relativi tratti pavimentali di un emiciclo absidale, relativo ad un precedente edificio di culto di più modeste dimensioni.

L’emiciclo, (diametro esterno 5,50; interno m.3,40) conteneva centralmente la base di un piccolo altare murario (m.0,77x 0,55) con esiguo vano interno, vuoto al momento del rinvenimento.

E’ possibile che la piccola chiesa sia ascrivibile ad età altomedievale ( sec VII-IX) e che preceda una sua ricostruzione ampliata d’età romanica, attestata oggi dal campanile e da alcuni tratti murari superstiti, inglobati nell’odierno terzo edificio cinque-seicentesco.

Sono stati recuperati numerosi lacerti di intonaco affrescato, stilisticamente assegnabili tra la fine del  XIV secolo, relativi ad una fase recente della chiesa romanica e spianati con le macerie a sottofondo del primo pavimento della terza chiesa di S. Giorgio.

Un secondo intervento archeologico è stato intrapreso nel 2000 all’interno della cappella battesimale, sita a nord della terza campata dell’ala attuale, in concomitanza alle opere di ripristino e rifacimento della pavimentazione.

L’indagine, pur non avendo potuto esaurire il deposito antropizzato giacente in situ, ha permesso tuttavia di documentare l’intera sequenza delle fasi di pavimentazione dell’edificio.

La fase più antica è relativa all’utilizzo dell’area cimiteriale aperta, ubicata nell’adiacenza N della chiesa, probabilmente utilizzata a partire dall’età medievale.

Ad un fase tardo medievale (sec XIV ) è ascrivibile l’impianto della cappella battesimale quadrangolare a nord  della  prima campata della chiesa romanica, con pavimentazione in lastre litiche ed al centro la base interrata del piedistallo della vasca battesimale sopraelevata. Nella prima metà del sec XV si ha la prima decorazione parietale interna (campiture a losanga in tecnica graffita), mentre si struttura un nuovo pavimento in limo e calce, il cui strato organico carbonioso ha restituito frammenti di lampada vitrea pensile.

La nuova decorazione interna, ad affresco, risulta coeva all’esecuzione della terza pavimentazione in malta coperta da sottile cocciopesto (prima metà del XVII) in seguito regolarizzata con successivi apporti finalizzati a mantenere la regolarità del piano, reso irregolare dai progressivi collassamenti causati verosimilmente dai vuoti delle sottostanti sepolture del cimitero medievale.

firmato

Maria Adelaide Binaghii  Leva

 

L’intervento è stato diretto da M. A. Binaghi  e curato da R. Mella Pariani – Società di Archeologia – Milano

 Nota di A Carabelli

 

Quanto sopra dà il suggello scientifico a tutto il lavoro di ricerche che ha permesso di segnalare già molto prima di queste indagini, seppur a livello ipotetico, quanto è poi stato verificato e confermato. Testimonianza  di ciò sono tutti gli articoli pubblicati prima della conferma di questa scheda. Lo scopo di quelle pubblicazioni  era quello di spiegare il motivo per il quale la parrocchia si stava impegnando in quel ripristino, aprendo una finestra sul periodo altomedievale, vissuto della nostra comunità parrocchiale.

La salvaguardia del campanile e della chiesa antica di San Giorgio rappresenta il più grande recupero della testimonianza della antica fede cristiana delle nostre genti e  sono  lieto per questa importante conferma della  lungimiranza di Don Angelo Cassani  che  di quegli interventi é stato fautore.

Un commosso ricordo va a Carlo Mastorgio , jeraghese studioso insigne della storia del Seprio, che, con la sua autorevolezza di esperto, per primo, durante le sue visite al cantiere per il restauro del campanile confermò, con meraviglia sua, le ipotesi di romanicità della struttura, riassumendole in un bellissimo articolo pubblicato sull’opuscolo di corredo alla inaugurazione.

(Non sfugga che l’opinione corrente al tempo era che il campanile fosse stato completamente ricostruito nel 1820 E. Cazzani).

Altrettanto commosso ricordo va alla dottoressa Maria Adelaide Binaghi, Sovraintendente archeologica della Lombardia, prematuramente scomparsa nell’agosto del 2004, che ha seguito sempre con vivo interesse e rigore scientifico gli studi archeologici sulla nostra chiesa, partecipando con grande disponibilità personale alla conferenza di inaugurazione dei lavori di restauro della chiesa di S. Giorgio.

Terra arte radici – allocuzione di Anselmo Carabelli – 21 aprile 2007

È motivo di intensa commozione per me aggiungere il mio contributo a questo tema di ”memoria e passione sulle tracce della nostra storia” dopo gli interventi della dott. sa Alpago Novello Ferrerio e del sig. Zaffaroni, che sì esemplarmente hanno contribuito nella pratica alla conservazione ed alla ricollocazione  scientifica di molte vestigia delle nostre origini.

Non a caso è in questa aula, che fu chiesa di San Giorgio che si tiene questo incontro di presentazione. Perché essa, così come voi potete osservare, tanto bella ed accogliente è la realizzazione di un sogno, il sogno di Don Angelo Cassani che volle, che dal rudere che ormai era diventata, questa chiesa tornasse a rivivere nel suo splendore, testimonianza evidente ed inequivocabile della fede cristiana delle popolazioni che ci hanno preceduto.  E fu proprio nel portare a compimento questa opera che si misurarono l’esperienza ed il contributo di tanti amici e studiosi tra  quali, alcuni seppur molto giovani non sono più tra noi. Ricordo con riconoscenza lo stesso Don Angelo mancato recentemente, cui va tutta  la nostra gratitudine per questa grande opera. Ricordo Carlo Mastorgio,  primo ad offrire un supporto scientifico al lavoro di recupero immenso che qui si stava svolgendo, autenticando la romanicità del campanile, che lui aveva riconosciuta attraverso gli elementi di reimpiego romani, da lui  rinvenuti e mappati ai diversi piani delle campiture del campanile. Carlo volle certificare in un suo scritto la retrodatazione al X  secolo di questo manufatto. E con  la sua autorevolezza potè tacitare tutti coloro, che rimproveravano severamente chi con il restauro aveva consentito di spendere soldi per recuperare un campanile che era ritenuto dai più integralmente ricostruito nel 1820. Ricordo di essere salito con Carlo Mastorgio e con Zaffaroni sulle impalcature che ci portavano a ridosso della volta. Mentre Carlo complimentandosi si rallegrava per quei lavori e per la lungimiranza di Don Angelo, ci ricordava con orrore di quando, era stata richiesta la sua opera per sollecitare dalla sovrintendenza il placet per l’abbattimento (naturalmente ottenendo un suo rifiuto alla collaborazione per tale ufficio) Mi avrebbero dato una medaglia al valore ci disse se solo ci fossi riuscito. Questa citazione ricordo per rammentare ai più giovani il clima di disprezzo,intorno agli anni sessanta, per tutto ciò che aveva il difetto di ricordaci il passato.

Ma non possiamo dimenticare l’opera della dottoressa Maria Adelaide Binaghi-Leva, Sovrintendente archeologica per la Lombardia cui si deve, la ricognizione archeologica su quelli che, accidentalmente rinvenuti, ma preconizzati sia da chi vi parla che da Mastorgio, verranno scientificamente riconosciuti come l’abside e l’altare della primitiva chiesa datata dal VII sec. Vestigia, che data la posizione, sotto il transetto attuale, dovevano appartenere alla chiesa originaria di San Giorgio, la cui dedicazione al santo guerriero doveva essere ben cara ai Longobardi,  presenti in Arsago, dalla cui pieve dipendeva Allierago prima del X Sec.

Cio´che mi preme evidenziare, è che da un intervento nascono tutta una serie di interessi che riescono a ravvivare la vivacità culturale di un popolo che indaga la propria storia. Domande alle quali possiamo portare debitamente guidati i nostri figli, i quali si accorgono di un passato che riemerge vivissimo per chi sappia leggere.

Materiale romano di reimpiego, persino simboli apotropaici pagani, tracce di una chiesa primitiva sicura testimonianza di una cristianizzazione di VI e VII sec che comunque ci fanno spingere a riconoscere lo stretto legame con Arsago e i suoi Monumenti Cristiani, con le tracce longobarde

La collaborazione tra diverse persone e tra diverse discipline ha aperto per il nostro paese una finestra sul periodo altomedievale, partendo da osservazioni che si focalizzano proprio in questa chiesa  ipotesi, non campate per aria, portano a fatti concreti. E poiché la storia di questi restauri e di queste attenzioni, non è un unicum, ma si potrebbe ripetere in realtà similari limitrofe.

Nuovo quadro della Madonna di Medjugorje

foto di Gianfranco Battistella

Da qualche mese un altro quadro mariano abbellisce le vie del nostro paese.

Ancora una volta il pittore Gianfranco Battistella ha realizzato un’opera artistica con soggetto mariano, che arricchisce il novero di edicole sparse per le vie di Jerago.

Questa volta il soggetto è la Madonna di Medjugorje. Nell’affresco trovano spazio anche il richiamo alla Chiesa di San Giorgio in Jerago (in basso a sinistra) e alla Chiesa di San Giacomo della cittadina dell’Erzegovina (in basso a destra).

L’affresco è posto ad inizio di via Giulio Bianchi sull’angolo con Piazza Mazzini, sui muri del Panificio Mastorgio.

Il dipinto è nato appunto grazie all’iniziativa della famiglia Mastorgio che lo ha commissionato al pittore jeraghese Gianfranco Battistella, già autore di molti affreschi mariani a Jerago con Orago.

Ringraziamo la famiglia Mastorgio e il sig. Battistella per questo bel dono alla comunità!

La Grotta di Lourdes di Jerago – Un´immagine d´epoca

Fermamente voluta e realizzata da Don Luigi Mauri dedicata alla Immacolata Concezione di Maria Vergine nel ricordo delle apparizioni di Lourdes. Anno 1960

Da questo luogo, così come dalla Sacra statua di Maria Immacolata nella Chiesa di Orago irradia la devozione mariana dei nostri paesi culminata con l’Atto di affidamento del Comune alla Beata Vergine Maria emanato dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Eliseo Valenti unitamente a tutti i consiglieri il giorno 31 dicembre del 2007 nel centenario di fondazione del Comune.

Così  è descritto questo significativo atto pubblico in ”Jerago con Orago un secolo con i suoi protagonisti” a pag. 98 :

“Con questo atto si riconosce, nel centenario del Comune, come le radici cristiane della nostra popolazione e la sua fede in Dio e nella protezione pubblica e privata della Madonna abbiano sempre guidato la concordia civile, sia nei momenti di dialettica politica più accesa, sia nei momenti di sospensione forzosa di tale dialettica, proteggendoci da esiti sovente irreparabili se non fossero stati mitigati da una profonda fede ….  Una popolazione che ha  trovato conforto, voglia di progredire, coraggio, proprio nella certezza dell’aiuto divino, con l’insegnamento dei parroci e guidata da amministrazioni il cui agire era profondamente ispirato dalla dottrina sociale della Chiesa”.

Maria Regina Pacis

foto di Francesco Carabelli

Da qualche mese è comparso un nuovo affresco mariano sui muri di Jerago con Orago.

Si trova verso la fine di via Cavour a Jerago, nei pressi di Corso Europa, ed  è stato installato sul muro della casa della famiglia Bertoncello/Carrieri, che ha commissionato il dipinto al pittore jeraghese Gianfranco Battistella.

Il tema scelto è quello di Maria Regina della Pace (Regina Pacis), tanto piu´attuale in questo periodo di conflitti bellici in Europa orientale.

I colori delle vesti di Maria richiamano infatti la bandiera Ucraina (giallo e azzurro) e la mela nelle mani del bambino Gesu´ ricorda che egli è il Salvatore (Σωτήρ) mandato dal Padre per redimere il mondo dal peccato originale di Adamo ed Eva.

Il pittore si è ispirato per le figure dipinte all´ambiente familiare, prendendo spunto diretto da sua nipote e da un suo cuginetto.

Ancora un altro bel quadro ad ampliare la devozione mariana del nostro paese!

Ringraziamo la famiglia Bertoncello/Carrieri e il pittore Gianfranco Battistella per questo regalo fatto alla nostra comunità!

foto di Gianfranco Battistella

foto di Gianfranco Battistella

Vecchia Edicola Beata Vergine de La Salette

Leggi nostri articoli precedenti sull´argomento

Foto Vecchia Edicola Beata Vergine de La Salette

Inaugurazione dell’affresco delle B.V. de La Salette- il perché di un’opera

Madonna della strada

Testi tratti da Camminiamo insieme – febbraio 2017

Benedizione dell’edicola votiva dedicata alla Madonna della strada

Domenica 18 dicembre 2016 è stata benedetta e proposta alla venerazione dei fedeli e dei passanti l’edicola collocata in vai Alfieri angolo Corso Europa, dedicata alla Madonna della strada.

Alle ore 11, al termine della S. Messa, un gruppo molto numeroso di fedeli si è avviato in processione dalla Chiesa parrocchiale verso il luogo in cui è stata costruita l’edicola, recitando il S. Rosario. Accompagnavano la processione don Remo, nostro parroco, monsignor Mario Delpini, il sindaco G. Ginelli, il pittore del quadro Gianfranco Battistella, e il Corpo musicale S. Cecilia di Jerago.

La gratitudine al Signore e alla Madonna per la conservazione della vita di MariaChiara è all’origine della costruzione.

Durante i lavori di edificazione molte altre persone hanno voluto esprimere la riconoscenza e l’amore alla Vergine Maria e affidarsi alla sua protezione donando la loro  opera, qualche materiale, il contributo di idee e suggerimenti, i fiori, l’illuminazione, al musica che ha accompagnato la cerimonia. A tutti va il più vivo ringraziamento.

Francesco Delpini

Perché la Madonna della Strada?

C’è una storia di devozione: un’antica immagine proposta alla gente che passava ha raccolto le preghiere di Sant’Ignazio di Loyola negli anni della sua presenza a Roma, ha ascoltato le preghiere rivolte nei secoli, ha assicurato la sua intercessione per ogni pena e per ogni speranza che Le è stata confidata. Ci sono buone ragioni che fanno pensare che ascolterà anche le preghiere della gente di Jerago e di chi passerà davanti all’immagine quando le volgeranno lo sguardo.

Note storiche

A Roma sin dal 14° secolo sulla strada che andava da San Pietro verso il colle del Campidoglio, esisteva una chiesetta molto piccola e angusta nella quale si venerava un affresco con l’immagine della Madonna della strada.

La costruzione era stata fatta per devozione a lato di una strada che portava fuori Roma e chi si metteva in viaggio si fermava per una preghiera, per ottenere la protezione di Maria dai briganti, che erano molto numerosi, dagli eventi atmosferici  avversi e dalle malattie.

Con il passare dei decenni la città si allargò e nella prima metà del 1500 la chiesetta si trovò nella parte centrale e più popolosa della città ed era diventata parrocchia.

Nel gennaio del 1541 la piccola chiesa, sempre cara alla popolazione, risultava ammalata. Fu in quel mese che Ignazio di Loyola prese in affitto una povera casupola di proprietà di Camillo Astalli e che si trovava proprio di fronte alla chiesetta.

Poco prima infatti Papa Paolo III aveva concesso a Ignazio l’uso dell’edificio per le attività di catechismo, di predicazione e di ministero sacerdotale da parte della nascente Compagnia di Gesù.

Per intervento di don Pietro Codacio, giovane sacerdote e prelato della corte pontificia, la chiesa venne poi donata “in perpetuum” alla Compagnia di Gesù…

In seguito, non potendoci stare la molta gente che accorreva ad ascoltare la parola di Dio, l’edificio fu allargato con vari mezzi e aggiunte. Nel 1568 il cardinale Alessandro Farnese, principe di grande autorità e prudenza, cominciò a costruire un tempio sontuosissimo, dal disegno e lavoro meraviglioso, che oggi è la chiesa del Gesù e all’interno della quale è conservato l’affresco della Madonna della strada.

Da: Ricardo Garcia-Villoslada: Sant’Ignazio di Loyola, una nuova biografia – Edizioni Paoline 1990

Chiesa di San Giorgio restaurata

ricostruzione – disegno di Armando Vanzini

L’edificio, già chiesa parrocchiale di Jerago dismessa al culto verso il 1925, è stato completamente restaurato e salvato da sicura distruzione per la lungimiranza del parroco Don Angelo Cassani, recentemente scomparso.

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I lavori iniziati nel 1993 col recupero del Campanile rilevatosi romanico, databile X-XII sec, sono poi proseguiti col ripristino dell’aula e della cappella del Battistero.

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La chiesa come appare attualmente è il frutto di successivi ampliamenti ed adeguamenti. Si apprezzano una prima fase romanica, Campanile e tratti murari romanici X-XII sec. inglobati nell’edificio cinque-seicentesco. Alla fase tardo medievale XIV sec  è ascrivibile la cappella battesimale quadrangolare  con decorazione parietale con campiture a losanga in tecnica graffita del XV, la cui decorazione pittorica è attribuibile al XVII . Nella chiesa l’ampliamento settecentesco e’ evidenziato dal sopralzo del campanile e dal sopralzo dell’intera struttura, sostanzialmente rimanendo inalterati i perimetri nord e sud con modifica della facciata poi abbattuta per far luogo all’ultimo ampliameto del 1885. Di questo si vedono la nuova abside, ancora in mattoni grezzi, l’allungamento verso ovest con la creazione di due vani oltre la cappella battesimale, che consentono due piccoli matronei e palco per cantoria e organo sopra l’ ingresso principale. Mancano per l’osservatore la scalinata di accesso centrale e il portone di ingresso del 1885, eliminati verso il 1940 per motivi di viabilità. Le indagini archeologiche hanno confermato fondazione murarie relative ad edificio di culto antecedente al romanico, piu modesto di fase altomedievale VII-IX .

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Atto di affidamento del Comune di Jerago con Orago alla Beata Vergine Maria – 31 Dicembre 2007

Premesso che:

  • Il comune di Jerago con Orago è stato costituito con la legge. 48 del 28 febbraio 1907, a seguito dello scioglimento del preesistente Comune di Jerago con Besnate ed Orago  (Provincia di Milano)
  • La comunità municipale si articola nelle due frazioni di Jerago e di Orago, coincidenti con le due Parrocchie  di San Giorgio in Jerago e San Giovanni Battista in Orago 
  • Entrambe le due Comunità parrocchiali sono affidate al compatrocinio della Madonna, rispettivamente Nostra Signora del Carmine. Jerago e la Beata Vergine Immacolata. Orago

Rilevato che:

  • Il “Centenario” è uno straordinario momento di riflessione per la Comunità locale, per fare memoria della storia del Paese ed anche per ringraziare la “Beata Vergine Maria” per la costante protezione offerta al Paese, protezione che sicuramente ha evitato sciagure e distruzioni irreparabili ed ha favorito il progresso e le conquiste sociali.

Ritenuto:

  • Importante affidare alla Beata Vergine Maria l’intera Comunità di Jerago con Orago

Auspica che:

  • La Beata Vergine Maria, nella Sua Immensa bontà, faccia discendere sulla Comunità di Jerago con Orago la Sua materna e perenne Benedizione.

Accertata:

  • La sussistenza dei presupposti di fatto e di diritto

Rilevato che:

  • Nulla osta all’assunzione del predetto provvedimento, per i motivi sopra addotti

Accertata:

  • La propria competenza ai sensi dell’art. 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali

Acquisiti:

  • I pareri favorevoli di tutti gli Assessori e di tutti i Consiglieri Comunali

AFFIDA

alla BEATA VERGINE MARIA  la Comunità di Jerago con Orago, in occasione del primo Centenario della costituzione del Comune

DISPONE

  • Di comunicare il presente provvedimento ai Parroci di Jerago e di Orago, con preghiera di dare notizia alle rispettive comunità parrocchiali dell’affidamento dell’intera Comunità locale alla Beata Vergine Maria
  • Di esporre il presente provvedimento presso la Sede comunale

Jerago con Orago, 31 dicembre 2007

Il documento è firmato dal sindaco rag. Eliseo Valenti e dai consiglieri comunali

Tratto da Anselmo Carabelli, “Jerago con Orago – Un secolo con i suoi protagonisti” , Macchione Editore, Varese 2008 – pagg. 26-27

fonte immagine: Anselmo Carabelli, “Jerago con Orago – Un secolo con i suoi protagonisti” , Macchione Editore, Varese 2008 – pag. 14