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Storia dell’Asilo infantile- Scuola materna – oggi Scuola dell’infanzia, intitolata ad Ippolita Bianchi Gori

Elencare i momenti salienti del nostro Asilo è come leggere di riflesso la vicenda di una comunità cattolica che in unità con i suoi vescovi e con i parroci si è costantemente preoccupata dell’educazione dei  piccoli.

Da Jerago  tra il 1865 ed il 1894 con la ferrovia, per quanto riservata a pochi, si poteva raggiungere tutta la penisola. Nel 1897 con la costruzione della centrale elettrica di Vizzola Ticino si rendeva imminente la distribuzione dell’elettricità per il cui scopo nasce in loco  nel 1906 la società elettrica di Jerago. Le prime attività sorte alla fine del 1800 con l’energia meccanica dei soli motori a vapore ora, grazie a  potenti e pratici motori elettrici trifase, si trasformeranno in poderose realtà industriali. Le officine Sessa, la S.A Achille Rejna, la tessitura Milius a Besnate ed altre minori in loco ed a Cavaria richiederanno molta manodopera, anche femminile. La comunità cattolica guidata dal parroco don Angelo Nebuloni non resta indifferente a questi stravolgimenti grazie anche alle sollecitazione espresse del Beato Cardinal Ferrari nelle sue tre visite pastorali. Si ricerca una soluzione adeguata alle nuove esigenze di educazione e cura dei bambini, le cui mamme sono al lavoro,  ed alla  formazione cristiana  delle ragazze che si trovano a vivere nel nuovo mondo della fabbrica. Un Asilo ed un Oratorio Femminile potranno ben essere l’adeguata risposta agli indirizzi del Cardinale. La stampa cattolica, che arriva con la diffusione del Resegone[1], tra tutti gli argomenti trattati rivolge particolare attenzione alle mirabili iniziative di Don Bosco, morto nel 1888, e dei suoi successori: i Salesiani e le figlie di Maria Ausiliatrice.

Nel 1888 la famiglia dei proprietari del castello è colpita dal lutto per la morte in Milano del giovane Giulio Cesare Gori, che lascia allo zio Senatore G. Bianchi il legato di 10.000 lire per opere di bene in memoria della madre, sorella del senatore: Ippolita Bianchi Gori. Il senatore, figura di spicco dell’assistenzialismo milanese rivolto in particolare verso i sordomuti e gli orfani, esprime il desiderio che il lascito serva alla costituzione di un asilo in Jerago, dedicato alla sorella. Avviene che il senatore muoia prematuramente senza disposizioni, ma  il suo desiderio verrà rispettato in toto dagli eredi con la costituzione notarile della fondazione Scuola Materna Ippolita Bianchi Gori, voluta dai nipoti, eretta in IPAB (istituzione pubblica di assistenza e beneficenza) con Regio Decreto 4. novembre del 1900. Significativo dell’impronta cattolica che ne connota l’istituzione è l’articolo 3 dello statuto che recita “l’asilo ha per scopo di raccogliere e custodire i bambini di ambo i sessi, e dare ad essi educazione religiosa, morale e fisica  conveniente alla loro età”.

E’ evidente l’impegno del parroco Nebuloni nella  stesura dello statuto, ottenendo per la Parrocchia che il parroco pro tempore faccia parte del consiglio di amministrazione unitamente al rappresentate della famiglia Gori Besini, poi Riva – erede dei Bianchi e ad un rappresentante del Comune .

La famiglia Gori ed il rappresentante del Comune cav. Alessando Zeni si attivarono nelle problematiche della costruzione dell’edificio, che sarà completato nel 1903, il parroco si preoccuperà di ottenere che la conduzione e l’educazione vengano affidate alle suore di Maria Ausiliatrice. Esse arriveranno a Jerago il 2 novembre 1903 [2], garantendo per tutta la loro permanenza, che si protrarrà fino ad agosto del 2001, l’educazione cristiana dei bimbi espressamente richiesta dal citato articolo dello statuto. La presenza delle suore, nel tipico adempimento della missione salesiana consentirà la formazione delle giovani nell’Oratorio femminile. Non a caso la Parrocchia di San Giorgio darà diciassette vocazioni femminili alla congregazione di Maria Ausiliatrice ed un sacerdote Salesiano[3]. Si stabilì un grande rapporto di stima e di affetto tra la comunità e le indimenticabili Suore di Maria Ausiliatrice che, con la loro instancabile attività e fede, caratterizzarono un secolo. Ogni allievo dell’asilo ricorda con piacere la sua maestra, il segno di Croce, le prime preghiere, i giochi coi coetanei, le amorevoli attenzioni della  suora quando, all’inizio della frequenza, la mamma si allontanava lasciandolo piagnucoloso e smarrito in un ambiente tutto nuovo. Tra tutte le religiose, ma solo per brevità di esposizione, valga ricordare Suor Marietta – (Maria Savioli 1885-1972) le cui spoglie mortali il paese volle tumulare, con grandissima partecipazione e solenne funerale, in uno dei loculi che il Comune aveva appositamente predisposto, per i religiosi e i caduti in guerra[4]. Di suor Marietta si scriverà nell’occasione “.. sono stati lunghissimi anni di religioso apostolato svolto nel nostro asilo, dove ha educato generazioni di parrocchiani al vero senso della vita cristiana. Il ricordo che lascia è indelebile in coloro  che l’hanno conosciuta, amata apprezzata per le sue virtù religiose ed umane… C’era in lei un fascino di stile soprannaturale, per cui ogni atto era una espressione di quella interiorità religiosa, di cui il suo animo era pieno.[5]. Trascorse così quasi un secolo, quando per carenza di vocazioni, la congregazione salesiana sarà costretta a ritirare le suore dalla casa di Jerago ed il problema della continuità educativa cristiana verrà affrontato da Don Angelo Cassani che, al fine di mantenere l’indirizzo cattolico, si attiverà per la depublicizzazione dell’istituto, richiesta in data 14 marzo 2001 ed  ottenuta con decreto della regione Lombardia n. 45 del 9-1-2003. Con la trasformazione in scuola paritaria privata, si consente di mantenere lo spirito cristiano della fondazione nell’ambito delle linee educative ministeriali[6]. Quindi nel rispetto delle disposizioni previste dal ministero della Pubblica Istruzione e dal M.I.U.R. fu bandito un concorso  presso la F.I.S.M. (Federazione italiana scuole materne di Varese) per la ricerca di personale educativo laico con indirizzo cattolico cristiano, mediante il quale fu selezionato e prese forma l’organico che subentrò alle rev.de Suore.  Col progressivo defilarsi degli eredi Gori- Besini-Riva dalle responsabilità del consiglio di amministrazione dell’ente e per interessamento del Parroco, in funzione di presidente supplente, Don Remo Ciapparella, con atto notarile  in data 19 ottobre 2012 l’ente si trasformerà In “Fondazione Scuola materna Ippolita Banchi Gori”, il cui consiglio amministrativo sarà composto da tre componenti

– il parroco della parrocchia di San Giorgio,

– un membro nominato dal Sindaco del Comune di Jerago con Orago

– un membro nominato dal Parroco della Parrocchia di San Giorgio.

Il nuovo statuto ribadisce gli indirizzi educativi cristiani originari, estendendoli alle necessità odierne.

Attualmente  la fondazione e così organizzata:

– 3 sezioni di scuola dell’infanzia dai 3 ai 6 anni

– una sezione nominata Primavera per i piccoli da 24 a 36 mesi

Prevede una direttrice in persona della sig.ra Susanna Pallaro che può vantare 30 anni di servizio presso l’istituto, 20 dei quali trascorsi, prima della trasformazione, in collaborazione con le suore, 3 insegnanti  ed una educatrice, nelle persone di Franchi Nadia  (20 anni di servizio nell’istituto) –Macchi Barbara- Baratelli Alice- Meda Anna, una cuoca Pepice Lucia e due assistenti- Caruggi Giovanna – Del Bon Maria. L’amministrazione è affidata a personale volontario dopo la rinuncia, per anzianità della preziosissima signorina Armida Caruggi. Alla gestione si affianca un consiglio dei genitori.

La gestione economica ordinaria si regge: sulle rette, sui contributi regionali, sui contributi statali M.I.U.R (Ministero Istruzione Università e Ricerca), sui contributi Comunali, sulle oblazioni volontarie, alcune donazioni sono legate alle rette per gli allevi statutariamente ospitati gratuitamente; preziose ed indispensabili sono le raccolte che vengono eseguite nell’ambito delle feste dedicate. Naturalmente al fine di conseguire il pareggio di gestione le rette debbono essere adeguate alle spese .

E’ evidente che i problemi più impegnativi nascono per il finanziamento delle opere inerenti il mantenimento straordinario e l’ampliamento della  struttura.

Per quanto concerne la gestione straordinaria, dalla lettura degli atti, si evince che, dopo il grande sforzo della costruzione, quegli impegni fecero sempre capo al parroco pro tempore, nella sua funzione statutaria di  presidente supplente, i quali parroci nei vari periodi seppero coinvolgere la popolazione. Così avvenne con don Massimo Cervini, alla cui intuizione si deve il  grande salone ricreativo, che fu anche il polivalente teatro dell’Asilo. Era da poco terminata la prima guerra mondiale col suo triste corredo di giovani caduti al fronte ed ogni paese vide nascere un comitato per il monumento ai caduti. A Jerago, unico paese dei dintorni, i fondi raccolti, accogliendo l’indirizzo di don Massimo, finanziarono l’edificazione del salone  dell’Asilo, ove fu apposta  una grande lapide con foto dei caduti. Oggi, dopo la realizzazione negli anni 70 del giardino dei caduti presso san Rocco, quella  lapide, unitamente a quella dei caduti della seconda guerra mondiale, è stata trasferita all’interno della cappella del Cimitero. Negli anni del dopoguerra, don Luigi Mauri  affrontò l’onere della restaurazione e dell’adeguamento in due fasi: nel 1953 col riscaldamento centralizzato, in sostituzione della famosa stufa in ceramica e costruzione dell’avancorpo tra il salone e la via  Indipendenza, nel 1974 con trasformazione dello stesso avancorpo in aule e servizi. Interessante e significativa la lettera con la quale don Luigi il 20 ottobre 1953 si rivolge al presidente della Cariplo chiedendo un contributo per i lavori in programma rilevando che “l’amministrazione dell’Asilo è praticamente sulle spalle del Parroco, il quale funge momentaneamente anche da presidente, essendo in corso il cambiamento di statuto con rinuncia del presidente ereditario.  Nell’attesa funziona un commissione  interinale della quale il sottoscritto è presidente”.

Tale auspicata modifica statutaria avverrà  solo con don Remo nel 2012,  questo conferma che tutte le notevoli migliorie sono sempre state finanziate dal generoso contributo della Parrocchia, dai vari benefattori a diverso titolo, dall’attività dei comitati  nati ad hoc,  da contributi comunali. Con don Angelo Cassani si inaugurò la quarta aula e si proseguì nel risanamento, così come con don Remo, cui si deve la costruzione della sezione primavera, il restauro del salone, dei cortili e delle facciate. Per tale necessità  ha parzialmente contribuito l’Associazione figli di don Angelo con  25.000 euro e si confida nella generosità consueta di tanti sostenitori, come è sempre avvenuto.

Da ultimo il nostro Asilo verrà impreziosito dall’affresco dedicato all’Angelo Custode, opera mirabile del pittore Gianfranco Battistella, realizzata con la consueta maestria e precisione, che si aggiunge ai tanti suoi affreschi che  già abbelliscono il nostro borgo, la preparazione del fondo e la messa in opera sono di Antonio Lo Fiego

Nel cartiglio si legge “Angelo di Dio che sei il mio custode”, ma per i piccoli che ancora non sanno leggere,  è immediato intuire la funzione protettiva dell’Angelo nell’atteggiamento verso i due bambini improvvidamente avventuratisi su un ponte malmesso gettato su di un rile in piena.

[1]Fondato a Lecco nel  1881

[2]La prima direttrice fu Suor Luigia Bardina coadiuvata dalle consorelle Rosina Cappo e Desolina Orlandi

[3]Cardani suor Claudina, Sessa suor Assunta, Alberio suor Santina, Cardani suor Angela, Cardani suor Mirella, Cardani suor Santuzza, Caruggi suor Natalina, De Bortoli suor Caterina, De Bortoli suor Mariangela, De Bortoli suor Rina, Morosi suor Pia, Reghenzani suor Maria, Riotti suor Giuseppina, Rustighini suor Amelia, Rustighini suor Maria, Sessa suor Clara , Tonelli suor Enrichetta. Il sacerdote Salesiano è Don Gianfranco Rustighini

[4]Ivi riposa tuttora sul lato di sinistra, per chi guarda la cappella cimiteriale nei vecchi colombari.

[5]E. Cazzani “Jerago e la sua storia”

[6]Legge 10-3-2002 n.62