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Ricordo di don Franco Cardani

fonte immagine: https://www.chiesadimilano.it/news/preti-defunti-articoli-preti/don-franco-cardani-283278.html

Articolo di don Remo Ciapparella apparso sul numero di Ottobre 2019 di Camminiamo Insieme, informatore comunità pastorale “Maria Regina della Famiglia” Jerago-Orago-Besnate

Un tesoro di fratello. Noi Jeraghesi siamo orgogliosi di averlo avuto in dono, averlo incontrato, conosciuto, apprezzato per la sua signorilità e preparazione pastorale. E’ stato un dono straordinario al servizio umile e nascosto della CHIESA tutta, anche in momenti di sofferenza e difficili. E noi lo abbiamo donato volentieri alla CHIESA  tutta.

Quando si incontrava, non si tornava a casa senza aver ricevuto da lui un insegnamento, un consiglio a volte accompagnato dalla sua proverbiale ironia che era segno di una persona intelligente e capace di ridere di se stesso senza complessi. Era naturale e trasmetteva quella passione per la Chiesa e per gli altri che non è comune avvertire in guide spirituali. Tanti l’avevano scelto come confessori, anche sacerdoti, proprio per questa sua ricchezza d’animo e naturalezza nel vivere la fede senza cedimenti e coraggio. Alla fine ha vinto la debolezza del fisico, ma sempre pronto a dare il massimo fino all’ultimo. Una delicatezza umana che aveva come unica preoccupazione di non urtare nessuno e di non essere di peso. Un grazie speciale alla sorella ROSA che si è sobbarcata in ultimo tutto il peso di seguirlo e accompagnarlo all’incontro con GESU’. Un esempio per tutti noi, un frutto di un albero rigoglioso di una comunità semplice come quella di JERAGO che ha saputo nella fede vissuta senza clamori attingere alla radice profonda della testimonianza dei nostri padri, e dare alla CHIESA CAPOLAVORI meravigliosi come questo.

GRAZIE don FRANCO!

 

 

I caduti della 1° Guerra Mondiale: Besnate-Jerago-Orago

Ringraziando il nipote Piergiorgio Magistrali pubblichiamo il testo della lettera del serg. Cardani Ambrogio ai genitori in data 1 Dicembre 1916:

Carissimi Genitori;

in questi boschi ove mi giunge appena l’eco di una antica decantata pace, ecco vi descrivo un piccolo riepilogo della mia vita di guerra in alta montagna.

A causa di una forte nevicata le mulattiere son scomparse. Lunghe schiere di soldati, di fanti intabarrati e incappucciati, con un certo aspetto caratteristico, per nostro modo di ripararci dal freddo, armati di soli pali, piccozze e rami d’abete, quasi sperduti nella caligine fitta, ricercano i nostri cari sentieri, che lievi segnali lasciavano ancora lungo la guida dei paletti che con lievissima ombra il biancore della alta neve fa rivelare. E si affaticano a scoprire le usate strade. Spalano e spalano neve dall’alba a notte, il lavoro sarebbe di continuò, ma la notte ci obbliga a tralasciare. Nel buio quel vago biancore si fa molto insidioso, tanto che di mattina ritroviamo tutto eguagliato. Tutto si maschera e si livella così da non scorgere dove termina il ciglione e comincia il precipizio. il panorama si altera ed altera i punti strategici. Momenti di forte tensione fanno sobbalzare nella notte, le tormente infuriano ed urlano, pauroso, qui da vicino, da molto vicino. La notte trascorre, ed ecco, passata la forte nevicata il cielo si rasserena e le lunghe file di soldati di prima e seconda linea discendono per le nostre affezionate mulattiere, così quelle fortissime bestie, i nostri muli, ci portano il rancio.

Ma il nemico, benché quasi sfinito, veglia e con spreco di proiettili interrompe il nostro calmo lavoro. Passano così i nostri giorni  e le nostre notti. Quando il freddo pare farsi più intenso all’imbrunire bisogna smettere e ricercare i nostri ricoveri, di trincea. Quelli di seconda linea le tende o i ricoveri in grotta. Tutti ricoperti di neve. E’ particolare vederci in fila indiana risalire la vetta, per poi vigilare il nemico di notte.

Taluni osservavi uscire dalla fila  per raggiungere i loro posti fissi in trincea per unirsi agli altri, già presenti, per condividerne il lavoro. le vedette nemiche, coi fucili ben piazzati miravano sui nostri segreti passaggi e sparavano sempre come per intimorirci.

Nel rifugio  e per la calma regalata da questa nevicata, così si congeda, il nostro sergente, rivelando una sensibilità cristiana ed un cuore che la durezza della lunga guerra non ha minimamente intaccato:

“va solingo pensier ove di geli le inaccessibili alpi si incoronano, ove dei faggi si inducano gli steli, e urlando le valanghe tuonano. Ove più grande Iddio par ti disveli all’ anima dell’uomo fatto più buono, Ove attingere ai profondi cieli. Ora va stupenda aquila e porta il mio sincero pensiero ai miei cari”

A voi i più caldi baci. Vostro aff-mo figlio Ambrogio

P.s. E’ da circa 80 giorni che non ho vostre notizie.

Il Serg. Ambrogio Cardani inquadrato nel 213° rgt f. verrà dato disperso in combattimento sul Carso il 25 ottobre 1917

 

Visita pastorale alla parrocchia di san Giorgio in Jerago del Cardinale Carlo Maria Martini

Dall’archivio Parrocchiale (ricerca di A. Carabelli)

– 28 maggio 1987 ore 21 incontro con i giovani delle parrocchie di Orago, Jerago e Besnate presso la sala dell’Auditorium

 (di seguito sintesi di archivio con note redatte all’epoca della pubblicazione del testo):

Ai Giovani di Orago, Jerago e Besnate radunati nell’Auditorium dopo le loro relazioni sul Cammino di fede e sulla problematica che nasce in loro lungo questo percorso, il Cardinale si è così rivolto:

Sono rimasto  ammirato per le vostre relazioni così dense e compatte. Sento che c’è tra voi una complementarietà e colgo che la forza che vi ha mosso è quella dell’unico Spirito Santo che suscita in voi questo senso di più grande comunità a partire dalla Comunità Parrocchiale.” [1]

“ occorre verificare il nostro modo di essere nella Comunità. Quando diciamo : [2] noi siamo la Chiesa, il nostro gruppo, il nostro modo di pensare e di vivere…  troppo spesso restringiamo il soggetto “noi”. Occorre risvegliare in noi il senso di appartenenza alla Chiesa, all’unica Chiesa <Ravviva il dono di Dio che è in te>. Vedo in voi genitori uno Spirito di fortezza, uno Spirito di Amore e di Saggezza. Vi ammiro e lodo Dio per ciò che siete, perché avete anche voi molta fiducia nel dono di Dio che c’è in voi”.

[3]“ Ci sono molte scelte importanti della vita alle quali il Vangelo non ci porta direttamente… E’ permesso , allora, qualunque pluralismo?. Niente affatto. Senza Vangelo queste scelte sono irresponsabili, disastrose, come mostra tanta gente che fa scelte disastrose. Devo partire nelle mie scelte, da principi evangelici: amore, carità, dedizione, servizio, spirito di sacrificio, amore alla croce, amore ai poveri, onestà, verità, coerenza. Questo non senza una preparazione culturale seria e l’approfondimento oggettivo dei fatti, degli avvenimenti, di tutto ciò che accade attorno a me e in me:”


[1]  Il diffusore del testo, nel renderlo pubblico così chiosava: è chiaro l’invito, se è vera la vostra fede, la vostra appartenenza al mistero di Cristo attraverso l’appartenenza alla Comunità Parrocchiale, essa deve aiutare ad abbracciare tutta l’unica chiesa di Cristo, deve aiutare a sentire la presenza delle altre Comunità Parrocchiali come complementari, non come “Altro, da contrapporre alla nostra”.

[2] Il Cardinale fa riferimento in particolare alla relazione di un gruppo.

[3] Il diffusore del testo introduce il testo successivo quale precisa risposta data ai giovani sul pluralismo, inteso come diritto a prendere decisioni operative sradicate dal nostro appartenere a Cristo , alla Chiesa, al suo modo di vivere

Si ringrazia la Fondazione Don Angelo Cassani per la concessione della fotografia pubblicata

Vicende storiche di Orago come comune negli atti civili (rifermento all’archivio di Stato di Varese)

1558  comune di Orago

Nei registri dell’estimo del Ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti del XVIII secolo Orago risultava compreso nella Pieve di Gallarate.

Nel catasto detto Teresiano, Orago appare ancora comune separato.  Infatti i territori di Orago e Cavaria vennero rappresentati nel 1722 in mappe distinte.

Nel 1730 Orago venne unito in ufficio a Cavaria.

Nel compartimento territoriale specificante le cassine, del 1751, Orago e Cavaria appaiono ancora indicati come comuni separati (Compartimento del Ducato di Milano 1751).

Secondo le risposte ai 45 quesiti del 1751 della II giunta del censimento, il comune risultava distinto da quello di Cavaria. La comunità non risultava infeudata e non pagava nulla a titolo feudale, era stato però sotto la signoria dei Visconti ed era poi passata alla casa Lampugnani. In materia di Giustizia, non esistendo il podestà, il console prestava giuramento al regio ufficio di Gallarate.

Gli ufficiali del Comune erano il console, le cui funzioni erano svolte a turno dagli uomini della comunità e cambiava ogni mese, e il sindaco era scelto dal primo estimato[1]. Il cancelliere abitava ad Oggiona e veniva retribuito con 14 lire all’anno per il lavoro ordinario. Le scritture pubbliche erano conservate in casa del primo estimato.

Il comune non disponeva di procuratore né agente a Milano, ma lo nominava in caso di necessità.

Le anime collettabili[2] e non collettabili erano circa 122 (Risposte a 45 quesiti, 1751; cart 3071 fasc.17)

Comune di Orago con Cavaria  1757-1797 ( periodo della Lombardia Austriaca)

 

1757 Orago con Cavaria”  nel compartimento territoriale dello stato di Milano (editto 10 giugno 1757) appare la forma Orago con Cavaria

1786 il comune entra a far parte  della provincia di Gallarate, con altre località della stessa pieve, a seguito del compartimento territoriale della Lombardia austriaca (editto 26 sett 1786).

Nel 1791 i comuni della pieve di Gallarate si trovano inseriti nel distretto censuario XXXIII della provincia di Milano (Compartimento Lombardia 1791).

Comune di Orago con Cavaria  1798-1809[3] (periodo della repubblica cisalpina)

Per effetto della legge 26 marzo 1798 di organizzazione del dipartimento del Verbano (legge 6 germinale anno VI bis) il comune di Orago con Cavaria venne inserito nel distretto di Gallarate .

Soppresso il dipartimento del Verbano (Legge 15 fruttidoro anno VI) . Omissis .. . Con legge 26 set. 1798, Orago con Cavaria rimase nel distretto di Gallarate, che divenne il XIII del dipartimento dell’Olona.

Con il compartimento territoriale del 1801 il comune fu collocato nel distretto IV di Gallarate, del dipartimento dell’Olona  legge 23 fiorile anno XI).

Nel 1805 il comune di Orago con Cavaria venne inserito nel cantone I di Gallarate, del distretto IV di Gallarate del dipartimento dell’Olona. Il comune, di III classe, aveva 420 abitanti  (decreto 8 giugno 1805).

A seguito della aggregazione dei comuni del dipartimento d’Olona (decreto 4 novembre 1809), in accordo con il piano previsto già nel 1807 e parzialmente rivisto nel biennio successivo (progetto  di concentrazione 1807, Olona) Orago con Cavaria figurava con 436 abitanti, comune aggregato al comune denominativo di Oggiona, nel cantone I  di Gallarate del distretto IV di Gallarate, con la successiva concentrazione e unione di comuni nel dipartimento d’Olona (decreto 8  no.1811), Orago con Cavaria era compreso tra gli aggregati di Besnate, nel cantone I di Gallarate del distretto IV di Gallarate.

Comune di Orago 1816- 1859 (periodo del regno Lombardo-veneto)

Con l’attivazione dei comuni della provincia di Milano, in base alla compartimentazione del Regno Lombardo-Veneto (notificazione 12 febbraio 1816), il comune di Orago con Cavaria fu inserito nel Distretto XIII di Gallarate .

Orago e frazione  Cavaria, comune con convocato[4], fu confermato nel distretto XIII di Gallarate in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844).

Nel 1853, Orago appare con frazione Cavaria, quale comune con convocato generale e con popolazione di 687 abitanti, inserito nel distretto XII di Gallarate e appare quale Comune di Orago ed Uniti  con la creazione del Regno d’italia  del 30 giugno 1861.

(Ad esso nel 1870  fu aggregato il soppresso  comune di Premezzo R.D. 9 giugno 1870).

Questo periodo fu caratterizzato dalla costruzione della line ferroviaria Gallarate -Varese che entra in esercizio il 26-9-1865 , mentre la stazione di Cavaria sarà operativa solo dal 16 ottobre 1903, inaugurata il successivo 9 novembre 1903

 Ma il periodo fu caratterizzato anche dalla litigiosità sempre più marcata  in consiglio   tra la componente cavariese cui si aggiunsero i due consiglieri di Premezzo e l’equilibrio consigliare si spostò a favore del  blocco cavariese. La sede del municipio fu dunque trasferta dal Castello di Orago  a Cavaria.

Il Comune di Orago fu Capoluogo e Sede del Comune di Orago ed Uniti sino al 30 luglio 1889, data dopo la quale la sede del Comune venne trasferita a Cavaria. Il passo successivo fu cambiare la denominazione.

Troviamo infatti il testo della seduta del giorno 1 giugno 1890[5] registrata nel Registro delle deliberazioni del Comune di Orago ed Uniti.

Comune di Orago ed Uniti

Seduta del Giorno 1 giugno 1890

Oggetto: Cambiamento del Capoluogo e della denominazione del Comune

L’anno millesettecentonovanta addì 1 giugno, presenti i Consiglieri: Curioni Francesco, Curioni Carlo, Curioni Pompeo, Luini Angelo, Mazzuccelli Agostino, Mazzucchelli Cesare , Pomini Castigiano, Saporiti Gerolamo e Pastorelli Luigi. Assenti i Consiglieri Brusadelli Angelo, Carabelli Innocente, Pastorelli Domenico, Pariani dr. Valente, Scaltritti Bernardo, Scaltritti Carlo.

Il sig. Presidente espone all’adunanza che al cambiamento della Sede Comunale ora in Cavaria, avrebbe dovuto di conseguenza pure effettuarsi il cambiamento del Capoluogo, ma che ciò non essendo avvenuto necessita ora provvedervi. Addimostra come tale atto sia reclamato dal bisogno di uniformare più possibilmente l’ordinamento amministrativo in modo che il Capoluogo sia quello ove avvi la sede del Comune ed il Comune prenda la sua denominazione dal Capoluogo e dalla Sede.

E perciò siccome la Sede trovasi ora in Cavaria è di necessità amministrativa che Cavaria diventi anche Capoluogo e che il Comune si appelli comune di Cavaria  e non di Orago.

I Consiglieri dopo una discussione assennata e ponderata, Deliberano (assenti i Consiglieri di Orago):

Che il capoluogo del comune sia a Cavaria invece di Orago e che questo Comune stesso si chiami Comune di Cavaria ed Uniti e non Orago ed Uniti.

Letto approvato e sottoscritto. Il presidente Curioni Francesco – Il segretario G. Mazzucchelli

A seguito di queste vicissitudini la popolazione di Orago con le debite forme: Regio decreto 20 marzo 1892 n.198  ottiene di essere aggregata a  Jerago – comune  confinante al quale si era già unito nel 1872 Besnate che si era distaccato da Arsago

1892-1907 Comune di Jerago con Besnate e  Orago

Con Decreto regio 20-3-1892  Orago cessò di appartenere al Comune di Orago ed Uniti per essere aggregato al comune di Jerago con Besnate, formando il comune di Jerago con Besnate e Orago

Popolazione residente nel comune  1901 -2589 ab.

1907 fino ai giorni nostri  Comune di Jerago Con Orago

Nel 1907 il comune di Jerago con Besnate ed Orago viene ripartito nei Comuni di Jerago con Orago e di Besnate legge 28 febbraio 1907 ,n.48

Elenco dei sindaci e vice fino all’anno 2003 (tratto da Jerago con Orago 100 anni di storia)

Per consentire un rapido orientamento diamo l’elenco dei sindaci e podestà in ordine cronologico

Durata Cognome Nome Carica Nomina Vice
1907 – 1920 ZENI Alessandro Sindaco Eletto dal Consiglio  
1920 – 1923 CARDANI Salvatore Sindaco Eletto dal Consiglio  
1923- 1926 MICHAUD Leone Sindaco Eletto dal Consiglio  
1926 – 1937 MICHAUD Leone podestà nominato dal PNF  
1937 – 1940 RABUFFETTI Mario podestà nominato dal PNF  
1940 – 1945 BIGANZOLI Giovanni podestà nominato dal PNF  
1945 (Aprile) BIGANZOLI Giovanni sindaco nominato dal CLN  
1945 (Maggio) CARDANI Salvatore sindaco nominato dal CLN  
1945 – 1946 BIGANZOLI Giovanni sindaco nominato dal CLN  
1946 – 1947 CARDANI Salvatore Sindaco Eletto dal Consiglio CAIELLI Carlo
1947 – 1951 CAIELLI Carlo Sindaco Eletto dal Consiglio MORETTI Serafino
1951 – 1956 BIGANZOLI Pio Sindaco Eletto dal Consiglio SCALTRITTI Renato 
1956 – 1964 CARABELLI Francesco Sindaco Eletto dal Consiglio VALENTI Ermanno
1964 – 1970 BRUNI Gaetano Sindaco Eletto dal Consiglio ANNONI Erminio
1970 – 1971 CARABELLI Francesco Sindaco Eletto dal Consiglio  
1971 – 1974 MAGISTRALI Vittorio Sindaco Eletto dal Consiglio  
1974 – 1975 LODI -PASINI Ugo Sindaco Eletto dal Consiglio  
1975 – 1985 BOSSI Ferruccio Sindaco Eletto dal Consiglio GIOACCHINI Giorgio
1985 – 1990 LONGHI Livio Sindaco Eletto dal Consiglio VIGANO’ Franco
1990 – 1995 BOSSI Ferruccio Sindaco Eletto dal Consiglio CAZZOLA Alberto
1995 – 1999 LONGHI Livio Sindaco Eletto direttamente VALENTI Eliseo
1999 – 2003 GIAROLA Gianluca Sindaco Eletto direttamente SCALTRITTI Pietro
2003 – 2008 VALENTI Eliseo Sindaco Eletto direttamente CARUGGI Mauro
2008-2013 GINELLI Giorgio Sindaco Eletto direttamente Bollini Piera
2013-2018 GINELLI Giorgio Sindaco Eletto direttamente Lodi Pasini Gigi
2018 ad oggi ALIVERTI Emilio Sindaco Eletto direttamente Carnini Anna

[1] Nella fattispecie il proprietario con maggiore perticato

[2] Collettabile-si intende soggetto ad imposta. Colettabili e non collettabili equivale a dire la totalità della popolazione.

[3] N.d.. è il periodo della repubblica cisalpina, di influenza francese. In pochi anni furono fatti tutti questi cambiamenti formali, che anche dalla sola lettura risultano estremamente complessi.

[4] Convocato– fa riferimento alla assemblea, che normalmente veniva convocata nella piazza principale

[5] Documeto avente per oggetto il Cambiamento del Capoluogo e della desitnazione del comune di  Orago ed Uniti estratto dal Registro delle deliberazioni del Comune di Orago ed Uniti .Giacente presso il Comune di Cavaria con Premezzo, rilascaito per copia conforme all’originale  a Cavaria il 27-1-1948 a firma del sindaco Bottini Ambrogio