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Statua del Buon Pastore

Nel mese di Dicembre  u.s.  è stata benedetta da don Remo la statua del Buon Pastore, posizionata sul fusto di una colonna dal capitello dorico, ubicata nel giardino della Canonica presso l’angolo di sinistra della piazza della Chiesa. Autore lo scultore jeraghese Fabrizio Milani, committente l’associazione Figli di Don Angelo.

L’opera nasce dal desiderio di Don Remo di onorare la memoria dei parroci di San Giorgio, già elencati nella loro sequenza cronologica dagli studi del Cazzani. L’Auspicio è stato espresso nel corso dell’ omelia di una domenica in Albis (prima domenica dopo Pasqua). Il buon Pastore, che rappresenta la figura di Gesù, è sempre stato il riferimento amato da ogni sacerdote,  quando, inviato nella Parrocchia per mandato dal Vescovo vive ed offre la sua vita per i parrocchiani che gli sono affidati. Quindi sarà significativo completare questo monumento con la lapide dove verranno incisi i nomi dei nostri parroci..

La statua originale del  Buon Pastore è una delle prime raffigurazioni di Gesù e si trova attualmente nel Museo Pio Cristiano presso i Musei Vaticani.  Così in sintesi è descritta dal Cardinale Gianfranco Ravasi in ”le meraviglie dei musei vaticani “da pag. 122 e seg. :

 “ questa statua è uscita dal frontale di un sarcofago del III-IV sec., proveniente dalle catacombe di San Callisto e, con un ritocco, è stata avviata verso vita autonoma”.   Dall’esperienza del popolo ebraico “fiorisce il simbolismo pastorale con la relativa applicazione teologica al Signore che è chiamato nel nuovo testamento il Pastore grande delle pecore. In questa immagine due sono le componenti fondamentali. Da un lato, il pastore è la guida del gregge, come dice il Salmo 23: il suo bastone e il il suo vincastro danno sicurezza e guidano attraverso la valle oscura. O come dice Gesù (Giovanni 10,3-4) il pastore deve condurre il  gregge all’ovile e le pecore ascoltano la sua voce e lo seguono. Il pastore è comunque il compagno di vita e di viaggio del suo gregge. Egli non mette in salvo prima se stesso, non si sfama e si disseta indipendentemente dal suo gregge, bensì ne condivide l’esistenza. Il buon pastore è colui che conosce e ama il suo gregge . E’ su questo modello  che devono esemplarsi anche i pastori della Chiesa, a partire da San Pietro che riceve la missione di pascere le pecore del gregge  di Cristo  (Giovanni 21,15-1-4.)”

 Il concilio Vaticano II  l’8 dicembre del 1968 si rivolgeva agli artisti  con questa nota:

 “il Mondo in cui viviamo ha bisogno di bellezza per non oscurarsi nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che mette gioia nel cuore degli uomini, è il frutto prezioso che resiste all’usura del tempo, che unisce le generazioni e le congiunge nell’ammirazione”.

Da questa statua  che è conosciuta anche come il Bel Pastore speriamo provenga questo messaggio di unione fra le generazioni di cristiani e i loro parroci che hanno avuto la ventura di vivere in questa nostra parrocchia.

Note tecniche sulla statua.

Autore Fabrizio Milani– giovane scultore con studi quadriennali e tesi svolti presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ci piace anche sottolineare come per parte paterna sia di origini besnatesi e per parte materna jeraghese.

L’opera è stata realizzata in argilla con la classica tecnica di modellazione su armatura. Dopo essere stata modellata e svuotata al suo interno raggiungendo uno spessore di circa due centimetri, così da evitare rotture durante la  cottura, è stata ricomposta e colorata con smalto ceramico. La scultura è realizzata con una ceramica chiamata Galestro,  terra utilizzata in toscana per la realizzazione di grossi vasi ed orci da lasciare all’esterno, terra molto resistente ad urti e ad agenti atmosferici assicurando così una maggiore durata all’opera.

La collocazione sul capitello ed il consolidamento della struttura sono di Antonio Lo Fiego.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passeggiata fra le cappelline e le immagini sacre di Jerago con Orago

Il nostro borgo offre al viandante ed al pellegrino numerose immagini sacre prevalentemente mariane e molte cappelline, che testimoniano una devozione popolare che proviene da tempi remoti e si rinnova continuamente.  La tecnica pittorica a fresco delle immagini ed il materiale cementizio di supporto, le rendono facilmente aggredibili dal tempo.  E’ proprio questa peculiarità che suscita nei contradaioli per l’affetto Verso Maria Santissima il desiderio di mantenere viva l’immagine con opportune manutenzioni, o come avvenuto in molti casi, con la riproposizione della stessa ex novo sulla scorta di antiche testimonianze fotografiche. Con una simpatica riflessione, il nostro parroco Don Remo Ciapparella, osservava che chi passa nei pressi di esse recitando una Ave Maria è come se mandasse un SMS al Cielo. Significativo rilevare come nel mese di maggio i contradaioli vi si riuniscano, guidati dal parroco, per la recita del S. Rosario.

Edicola della Madonnina di Loreto ( Via  G. Bianchi)

loreto

Addossata alla Casa Rustighini di struttura settecentesca, raffigura il trasporto della Santa Casa di Nazareth ad opera di Angeli.  Madonna con bambino assisa sulla santa  casa con due  angeli che la incoronano regina, tra i santi Rocco e Antonio e san Carlo ai lati. Vi si trova affrescata pure la conchiglia del pellegrino, memoria del passaggio di pellegrini che percorrevano, passandole nei pressi, la via Novaria per Santiago.

In Particolare  appare il Campanile della antica chiesa di san Giorgio nella sua originale struttura romanica di prima della sopraelevazione barocca, quando ancora aveva due sole  campane. Gli ultimi restauri  dell’edicola risalgono al 1983, per la direzione del Prof . Bernardo Carli  quando era  Parroco Don Luigi Mauri.

N.B La nostra comunità Parrocchiale è dedicata a Maria Regina della Famiglia quindi, ex post appaiono molto significativi questi due angeli  che reggono la corona di Maria

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Edicola della deposizione (Anticamente nota come l’Addolorata  dei Pagani)

Via Garibaldi

deposizione

Edicola settecentesca con dipinto di buona fattura, nasce isolata nei prati. Solo successivamente sarà inglobata nella costruzione di casa Pagani. Il parroco dell’epoca era Carlo Francesco Pozzi di origine bustese, è quindi possibile abbia affidato la realizzazione pittorica ad affreschisti conosciuti in san Giovanni di Busto, operativi anche allaCertosa di Garegnano (viale Certosa Milano). L’opera presenta richiami stilistici alla deposizione di Simone Paterzano in San Fedele a Milano. All’epoca, terminati i cicli dei Sacri Monti, voluti da San Carlo Borromeo i paesi si arricchiscono di Cappelline devozionali e votive, che possono ricordare i pellegrinaggi nei luoghi sacri, ormai difficilmente raggiungibili. Questa osservazione vale anche per l’edicola coeva della santa casa di Loreto

Restaurata nel 1995 con finanziamento dalla Pro loco, presidente Luigi Turri, Restauratore Claudio Veschetti di Azzate, studi Prof. Armando Vanzini, opere cementizie Antonio Lo Fiego.

Madonna con Gesù Bambino, Madonna del viandante (centro anziani Don Alberto Ghiringhelli Orago)

anziani

Affresco antico di pregiata fattura  posto in origine  sulla  facciata di una  probabile osteria  (zona via Marconi – curt di occ- cortile delle oche) prospiciente l’antica via Helvetica. Con la rettifica della viabilità provinciale nella nuova varesina, la casa perse valore e tutto cadde in abbandono. L’affresco fu strappato per interessamento di Don Ireneo Scaltritti (circa 1970) e dimenticato nella canonica di Oggiona.  Ritrovato  per opera di Carlo Mastorgio ed Eliseo Valenti fu riallocato all’interno del cortile del centro Ghiringhelli nel corso degli anni novanta.

Statua di San Giuseppe nei prati di Orago (ubicata nei pressi del Molino Giambello)

san giuseppe

Oggetto di grande devozione da parte degli oraghesi fin dal 1700, che ogni 19 di marzo vi si recavano in processione partendo dalla chiesa di San Giovanni Battista, scendendo dalla strada di Costa Nuova, tratto di carrozzabile Gallarate-Varese, inoltro nei prati. Benedizione solenne, indi ritorno per la costa dell’asilo. La statua, per voleri testamentari e legati specifici, fin dalla sua origine fu esposta al culto su di un piedistallo, da tempi immemorabili ed in perpetuo. Subì tante e  complesse  vicende descritte con precisione da Carlo Mastorgio in “culto e tradizione di San Giuseppe ad Orago”. Il testo fu riproposto  su “Popolo in cammino”  aprile 2013 pag. 5. Ultimo restauro del piedistallo e ricollocazione  1995 per interessamento dei fratelli Consolaro, su studi dell’ufficio tecnico Comunale, essendo sindaco Livio Longhi.

Beata Vergine del Pilatello (al bivio tra via Pilatello e via Varese)

pilatello

La disponibilità di una delle prime foto a colori di un’antica immagine su cascina Pilatello ha consentito al pittore Gianfranco Battistella di riprodurre ed offrire quell’affresco ormai irrimediabilmente perso,  consentendoci di apprezzarne, anche se in una collocazione diversa l’intenso messaggio religioso ad essa legato. La Madonna assisa in trono con corona ed aureola medievale e rosario nella mano destra, regge il  Bambino rappresentato nell’atto del Cristo Pantrocator. A sinistra San Giovanni Battista con mantello rosso dei martiri  indica l’agnello che ha in braccio e prefigura l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo (Gv 1,29) . A destra  Maria Maddalena con una coppa balsamario coperchiata. La Maddalena nel Vangelo di san Marco 16,1 risulta essere la prima annunciatrice della Resurrezione. Il balsamario non fu mai aperto, perché l’essenza con la quale si recava al sepolcro per ungere il cadavere di Cristo rimase inutilizzata nella teca chiusa, Cristo era risorto.  La nuova  Cappellina è stata benedetta da don Remo Ciapparella il 27-5-2012

Autore del dipinto Gianfranco Battistella. Cappellina, costruita da Antonio Lo Fiego in Collaborazione con Luigi Turri. Coordinazione del  progetto e studi Associazione Figli di Don Angelo  (una descrizione più approfondita in Popolo in Cammino – dic.  2012 – pag. 8-9). Simpatico ricordare come il Parroco di Orago Don Giacomino Bonza, osservando questo quadro nella sua complessità simbolica e nella qualità pittorica dell’esecuzione rilevata peraltro su altri affreschi nel paese, abbia affidato al pittore Battistella la realizzazione del suo desiderio  di collocare nella parrocchiale di San Giovanni Battista  a fronte della Natività una Resurrezione di N. S. Gesù, che si ispirasse ad un autore piemontese a lui particolarmente caro, Giuseppe Giovenone.

Resurrezione di N.S. Gesù

Chiesa di San Giovanni Battista Orago

risurrezione

S.Ecc. il Cardinale Francesco Coccopalmerio svela e benedice l’affresco della Resurrezione realizzato da Gianfranco Battistella per don Giacomino Bonza, giugno 2013.

Don Giussani diceva che per l’uomo naturale la vita è come un malinconico stare a guardare sulla riva del mare, una barca con le persone e le cose amate che si allontanano sempre più all’orizzonte fino a sparire. Ma dopo la resurrezione di Cristo e la sua vittoria è tutto rovesciato: è come stare sulla riva e veder avvicinare sempre più le persone amate, che riavremo per sempre nella felicità.

Questo è il significato di questo quadro. una resurrezione di Cristo ambientata sullo sfondo della collina di Orago con vista ad oriente sul Resegone ed ad Aquilone sul Sacro monte. Dove tra personaggi seicenteschi ed il soldato romano, identificato come testimone della storicità ed autenticità dell’evento, si possono riconoscere le figure di don Giacomino Bonza a  destra  e don Angelo Cassani a sinistra , rappresentati in vesti liturgiche. I parroci di Orago e di Jerago , sempre in unità col Vescovo hanno da sempre collaborato nella diffusione del messaggio cristiano alle nòstre popolazioni, sino alla attuale unione pastorale delle tre parrocchie di Jerago, Orago e Besnate.

Salve regina (casa Caruggi su via Varese)

salve regina

Dedicato alla memoria di Don Angelo Cassani  e Carlo Mastorgio. Dipinto da Gianfranco Battistella, su pannello preparato da Antonio Lo Fiego, riproduce la Madonna del Molinello in Solbiate. Benedetto da Don Remo Ciapparella nel dic. 2010.

La dedicazione ricorda la stima reciproca tra l’archeologo e storico Mastorgio e don Angelo nata nel corso dei restauri del campanile e della Chiesa  Antica di San Giorgio. Carlo Mastorgio aveva  pubblicizzato questo antico dipinto che in originale conteneva l’invocazione cara  agli antichi “ liberaci o signore dalla morte improvvisa”. La vicenda personale  di Carlo volle che fosse proprio don Angelo ad accompagnarlo nell’affrontare cristianamente un male allora privo di rimedi. Nell’omelia  tenuta nella antica chiesa di San Vittore in Arsago, durante la Messa esequiale di Carlo Mastorgio, don Angelo fece riferimento alla fede di Carlo, che  nella sua prima visita a lui ammalato, lo accolse con l’espressione: Don Angelo sono nell’orto degli Ulivi. Si avverava, con grande sofferenza personale, e con l’assidua e fraterna presenza del Don quanto in quel cartiglio, da lui tanto amato, si auspicava, “Liberaci o Signore dalla morte improvvisa”.

Edicola della Sacra famiglia di Via Grandi (Jerago – zona viale Reina)

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Voluta e Donata da Don Angelo Cassani per coronare il nuovo quartiere ed il terzo millennio.

Dipinta dalla pittrice Sabrina Cardani e colleghe,  progettata dall’arch. Luigi Battistella

Benedizione  anno 2000

Nel 2007 Don Remo Ciapparella prese ufficialmente ingresso in Parrocchia muovendo da questa immagine.

Madonna del Fuoco (antica casa Bardellini in  Via San Rocco)

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Acrilico dipinto dal pittore prof. Armando Vanzini

Benedetta ed inaugurata nel dic. 2011 da Don Remo Cipparella

Intervento ad opera della amministrazione del condominio “Corte Lombarda”

Nel vano dove è allocata, anticamente esisteva una immagine di Madonna con Bambino ed angeli detta Madonna del fuoco. Il tempo ha irrimediabilmente cancellato l’immagine e non disponendo di alcun documento fotografico Armando Vanzini ha riproposto, con maestria ed efficacia una Madonna con Bambino di impostazione classica ispirata al pittore veneto Giovanni Bellini, regalandoci uno scorcio sulla Via sacra della Madonna del Sacro Monte di Varese

Sacra famiglia di Nazareth – facciata della “Casa di Nazareth Don Angelo Cassani” via Volta

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Dipinto da Gianfranco Battistella per la fondazione su soggetto indicato da Suor Maria del monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano. San Giuseppe in un momento di riposo dal lavoro gioca compiaciuto col Bambino Gesù, un cagnolino scodinzola.  Maria lavora all’aspo e osserva attentamente.  La finesta è aperta sulla piazza di Jerago ed il Campanile. La benedizione di tutto il complesso avvenne il 17 sett. 2016 ad opera di S.Ecc il Vescovo  Mons. Luigi Stucchi

Edicola Votiva  della Madonna della Strada  (Corso Europa Jerago)

madonna strada

(Rif. Iconografico, Madonna della Strada in Roma consevata nella chiesa del Gesù). Dipinta dal pittore  Gianfranco Battistella per  Franco Delpini.  Inaugurata e benedetta  da S.Ecc Mons. Mario Delpini il 18-12-2016.

Il promotore dr. Franco Delpini così ne descrive  le motivazioni ”La gratitudine al Signore ed alla Madonna per la conservazione della vita di Maria Chiara è all’origine della costruzione. Durante i lavori di edificazione molte altre persone hanno voluto esprimere la riconoscenza e l’amore alla vergine Maria e affidarsi alla sua protezione donando la loro opera, materiali, contributo di idee e suggerimenti, i fiori , l’illuminazione, la musica che ha accompagnato la cerimonia. A tutti va il più vivo ringraziamento” (da Camminando insieme – febb. 2017 – pag. 4)

Grotta di Lourdes (retro abside chiesa di San Giorgio Jerago)

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Fermamente voluta e realizzata da Don Luigi Mauri dedicata alla Immacolata Concezione di Maria Vergine nel ricordo delle apparizioni di Lourdes. Anno 1960

Da questo luogo, così come dalla Sacra statua  di Maria Immacolata nella Chiesa di Orago irradia la devozione mariana dei nostri paesi culminata con l’Atto di affidamento del Comune alla Beata Vergine Maria emanato dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Eliseo Valenti unitamente a tutti i consiglieri il giorno 31 dicembre  del 2007 nel centenario di fondazione del Comune.

Così  è descritto questo significativo atto pubblico in ”Jerago con Orago un secolo con i suoi protagonisti” a pag. 98 :

“Con questo atto si riconosce, nel centenario del Comune, come le radici cristiane della nostra popolazione e la sua fede in Dio e nella protezione pubblica e privata della Madonna abbiano sempre guidato la concordia civile, sia nei momenti di dialettica politica più accesa, sia nei momenti di sospensione forzosa di tale dialettica, proteggendoci da esiti sovente irreparabili se non fossero stati mitigati da una profonda fede ….  Una popolazione che ha  trovato conforto, voglia di progredire, coraggio, proprio nella certezza dell’aiuto divino, con l’insegnamento dei parroci e guidata da amministrazioni il cui agire era profondamente ispirato dalla dottrina sociale della Chiesa”.

Statua della B. V. di Lourdes posta nella Grotta

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San Rocco Pellegrino (Frontale Chiesa di San Rocco in Jerago)

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Mosaico realizzato su disegno del Pittore jeraghese Ambrogio Riganti, eseguito dalla ditta Sgorlon di Milano.

Anno 1964 Committente Don Luigi Mauri in collaborazione col gruppo amici di San Rocco

(descrizione in “Camminiamo insieme” febbraio 2017 – pag. 12-13)

Statua del Buon Pastore o del Bel Pastore (giardino della Canonica – angolo Piazza della Chiesa)

buonpastore

Nasce dal Desiderio di don Remo di Onorare la memoria dei Parroci di San Giorgio. Il buon Pastore che rappesenta la figura di Gesù, è sempre stato il riferimento amato da ogni sacerdote, quando inviato nella Parrocchia per mandato del Vescovo vive ed offre la sua vita per i parrocchiani che gli sono affidati. Opera dello  scultore  jeraghese Fabrizio Milani con studi presso l’accademia di belle arti di Firenze. Committente associazione figli di don Angelo. (Rif. “Camminiamo insieme” – Marzo 2015 – pag. 11).  Benedizione dicembre 2014 ad opera di Don Remo Ciapparella.

Angelo Custode (cortile Scuola Materna Ippolita Bianchi Gori visibile da Via Indipendenza)

angelo custode

Desiderato da Don Remo Ciapparella perché distinguesse la nostra scuola dell’infanzia e benedetto il 17-11-2013 in occasione della apertura della nuova sezione Primavera intitolata a Don Angelo Cassani.  Affresco offerto ed eseguito dal pittore Gianfranco Battistella. Preparazione del pannello e collocazione di Antonio Lo Fiego

(relazione su Popolo in Cammino – genn. 2014 – pag. 6-7 e VIII-IX)

Beata Vergine della Salette  (via G. Bianchi – Jerago)

vergine salette

Apparizione di Maria Santissima  a due Pastorelli nelle alpi francesi il 19-sett 1846

La pittura di Gianfranco Battistella ripropone il tema dell’affresco originale (ormai perso) nel luogo dove fu posto dagli emigranti jeraghesi in Francia (Lione) al fine di sciogliere il loro voto a Maria per l’avvenuto rimpatrio. Poiché in origine si affacciava sul primo Oratorio maschile voluto da Don Massimo Cervini si è ritenuto di associarlo nel ricordo a Don Angelo costruttore dell’attuale oratorio B.V. del Carmelo – Si apprezzi come il monte imbiancato rappresenta la nostra vista sul Rosa

San Giorgio A Cavallo che uccide il drago (facciata della Chiesa antica di San Giorgio a Jerago)

Affresco di Gianfranco Battistella

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La nicchia sopra il portale della antica chiesa perse nel tempo l’immagine di san Giorgio che era stata affrescata dal Pittore Luigi Tagliaferri di Pagnona verso il 1881. Mancarono purtroppo anche le documentazioni fotografiche.

Con Don Remo fu  valutata la possibilità di ridare una  nota pittorica alla facciata che fosse consona al contesto grazie al rifacimento di un affresco su pannello da inserire successivamente nella nicchia. Nasce così questo intervento affidato  all’opera del pittore Gianfranco Battistella.

Il pannello speciale in alluminio alveolare  e policarbonato  fu offerto dalla Associazione Figli di don Angelo. La preparazione del pannello con malte speciali ed il successivo posizionamento in sede fu di Antonio Lo Fiego. La ricerca storica di Anselmo Carabelli permise di individuare un soggetto simile dello stesso Tagliaferri nella parrocchiale di Cassina in Valsassina. Inaugurato e benedetto da don Remo per la festa di San Giorgio 2015. (relazione su Camminiamo insieme – marzo 2015 – pag .4-5).

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Chiaramente il motivo di San Giorgio che uccide il drago è un evidente richiamo al patrono di Jerago ed alla nostra comunità parrocchiale . Un cristiano è sempre attento (lancia in resta) a vincere le deviazioni eretiche e varie (drago)  che serpeggiano nella cristianità e si presentano sempre nel corso della storia, con modalità e forme diverse. Tutti i parroci sono qui rappresentati da Don Remo e dal predecessore don Angelo, effigiati ai lati mentre guardano il Santo. Essi sono i committenti di questa opera.  Come avveniva nei quadri antichi sono stati effigiati nell’atto di osservare il Santo in azione, vogliono dirci come in sintonia col proprio Vescovo, operino gaglìardamente per difendere la comunità dalla continua e possibile deriva di comportamenti che, tollerati allontanerebbero dalla nostra Santa Chiesa.

Madonna con Bambino  (Via Cavour 34 – Jerago)

madonna con bambino-cavour

Dipinta da Gianfranco Battistella per Anselmo Carabelli, dedicata a don Angelo Cassani nel secondo anniversario del Dies Natalis, collocata in situ da Luigi Turri e Antonio Lo Fiego.

Benedetta da Don Remo Ciapparella nel dicembre 2008

Madonna del riposo (località monte della Premornera-nel bosco di Luigi Turri)

madonna del riposo

Vi  si accede dalla strada campestre che fiancheggia Fiat Gallotti e ci si inoltra nel bosco tenendo la destra.

In una accogliente radura sorge   la cappellina votiva che è stata fortemente pensata e desiderata  da Luigi Turri.  Costruita con robusti blocchi di sarizzo in collaborazione con Antonio Lo Fiego. Accoglie l’affresco della Madonna del Riposo dipinto magistralmente da Gianfranco Battistella. Offre un d’après da Giovan Battista Salvi  detto il Sassoferrato, il cui originale era nella chiesa di San Rocco E’ attorniata da fiori piante di alto fusto e panchine in uno spazio invitante al raccoglimento e alla preghiera. Benedetta da Don Remo Ciapparella il 29 maggio 2012 (dettagli in “Popolo in Cammino” – Giugno 2012).

Cappellina della Madonna del Riposo

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Radura della Madonna del Riposo

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Cappellina della sacra famiglia  (incrocio Corso Europa-Via Carducci)

sacra famiglia

Voluta da Luigi Caiola e da lui edificata con porfidi della Valganna, affrescata da Gianfranco Battistella

Benedetta da Don Remo Ciapparella  nel dicembre 2007

Madonnina del Carmine (in località Sassone nei boschi di corso Europa)

madonna del carmine

Voluta dalla famiglia Paganini Adriano e Silvina per onorare la patrona di Jerago

Affrescata del pittore Gianfranco Battistella, realizzata da Luigi Caiola con porfidi della Valganna

Anno 2000

Maternità  di Maria (portico della casa di Gianfranco Battistella)

maternità di Maria

Dipinta da Gianfranco Battistella nel 2014 per la propria abitazione

Benedetta da Don Remo Ciapparella

Madonna in Meditazione

madonna in meditazione

Acrilico  di Gianfranco Battistella per la casa di Oscar Bertoli (Milano)

Immagine di San Francesco da Paola (Via Manzoni su casa Filippelli)

San Francesco di Paola

Vetrata Artistica Raffigurante il grande  Santo  nella classica iconografia.

Desiderata e realizzata da Francesco Filippelli in segno di filiale  ringraziamento  al santo patrono protettore delle genti di Calabria.

Benedetta da don Angelo Cassani 1995

Paolo VI che abbraccia la cristianità  sullo sfondo dei monumenti di Besnate

Paolo VI

Dipinto di Gianfranco Battistella, collocato nell’asilo di Besnate in occasione della dedicazione della della scuola dell’infanzia a S.S. G.B. Montini .

Inaugurato e benedetto da don Remo Ciapparella nell’anno….