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FESTE DI PAESE

Le feste religiose furono per molti anni l’occasione per frequentare i paesi vicini, nonché l’opportunità per i giovani e le giovani di conoscersi, con tutta la circospezione e la prudenza che le abitudini imponevano. Quando poi queste conoscenze furtive, per interessamento delle famiglie e con l’aiuto di un intermediario, sbocciavano in un matrimonio erano le famiglie intere che si spostavano di paese in occasione della festa patronale invitati dai parenti acquisiti, e se il tempo era propizio si imbandivano grandi tavolate sotto la pergola della vite, che solitamente copriva un fazzoletto di cortile davanti all’uscio della casa di ringhiera. La “Topia”, il pergolato aveva quindi la funzione di proteggere dal sole questi raduni. Il ricordo di queste tavolate imbandite nei cortili, alle quali sedevano ospiti anche i vicini di casa rappresenta sicuramente ancora oggi lo stimolo che  spinge a ritrovarsi convivialmente tante persone in occasioni particolari. Alla Madonna del Carmine, dopo la messa grande ci si riunisce sotto i pini del boschetto dell’Oratorio, così anche per San Rocco, quando la tradizione voleva che ci si trovasse sul sagrato, dove ai passanti veniva offerto anche del buon vino. Vi sono anche occasioni speciali di convivialità quali le ricorrenze per i nostri Sacerdoti le feste dell’Asilo o ricorrenze prettamente locali: la tavolata estiva degli abitanti delle vie Sabotino e Rossini, che nulla hanno da invidiare alle note tavolate delle contrade di Siena anche per l’andamento decisamente sinuoso della via ed alla festosità dei conviviali, o alla tavolata di ferragosto degli abitanti del Tougnon, forse uno dei più raccolti cortili dei nostro borgo che con le loro stornellate riescono a rallegrare anche fino al Caverzasca. Gran bel cortile, non per nulla  il Signor Panfili se ne accorse quando vi ambientò l’Ultima Cena della Passion dul Signur.