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Tempi moderni

Una domanda che mi pongo spesso e´ perché i nostri ragazzi, che abbiamo educati al rispetto degli insegnamenti della chiesa, oggi fanno fatica a frequentarla.  E’ vero, si trovano immersi in un mondo che sembra ignorare l’insegnamento cristiano dei ns. padri. Io ricordo che ad un certo momento della mia vita, feci qualche domenica a non andare più a messa; il mio papà, che non era certamente un paolotto, mi richiamò severamente che così non andava proprio e quindi era bene che  mi correggessi. Con i mie figli non sono stato capace di tanto. Personalmente mi ero accorto di alcune novità, quando viaggiavo  per lavoro sul mio camioncino, da una postazione di guida più alta di una vettura normale potevo osservare, durante certe messe  esequiali feriali, gruppi di uomini attendere sul sagrato per il tempo del rito esequiale, presumibilmente per poi accompagnare il feretro al camposanto. Erano quelli cui  faseva mal ul fum di candil e preferivano sostare fuori, anche per chiaccherare. La messa per loro era riservata a  Natale e a Pasqua, dopo le insistenze dalla moglie. Ma da un certo momento in poi vidi anche le donne, e questo mi portava non poco a riflettere. Infatti per l’insegnamento di alcuni amici ebrei, coi quali avevo rapporti di lavoro, sapevo che per loro è ebreo chi e figlio di madre ebrea, infatti se si vuole ben guardare l’educazione di una persona, si trasmette da madre in figlio. Quindi a maggior ragione l’educazione religiosa. Infatti sono state  la mamma e la  nonna e le suore all’asilo che ci facevano recitare le orazioni. La mamma che ci provava le domande del catechismo, La scuolina di religione nel tempo di Pasqua. E la nostra signora maestra a leggerci il Vangelo durante tutti i giorni della quaresima. Tanto che oggi ancora, quando le letture della messa mi rimandano quegli episodi penso ancora a lei , e le rivolgo un grato pensiero.

Alcuni mi dicono che non bisogna forzare i ragazzi perché saranno poi loro a scegliere , facendo uso della ragione ed a tempo debito.  Ma io mi chiedo, perché tanta prudenza nell’insegnare i principi cristiani ai ragazzi, quando  quell’educazione fu importante  nell’inculcarci  quella disciplina morale che si accompagnava agli insegnamenti religiosi. Il mio mai dimenticato parroco don Luigi Mauri diceva, non basteranno i carabinieri se venissero meno gli insegnamenti dei preti e nella semplicità di questa osservazione, quante volte mi è venuto alla mente questo insegnamento.

fonte immagine: ilvaresotto.it

Visita pastorale alla parrocchia di san Giorgio in Jerago del Cardinale Carlo Maria Martini

Dall’archivio Parrocchiale (ricerca di A. Carabelli)

– 28 maggio 1987 ore 21 incontro con i giovani delle parrocchie di Orago, Jerago e Besnate presso la sala dell’Auditorium

 (di seguito sintesi di archivio con note redatte all’epoca della pubblicazione del testo):

Ai Giovani di Orago, Jerago e Besnate radunati nell’Auditorium dopo le loro relazioni sul Cammino di fede e sulla problematica che nasce in loro lungo questo percorso, il Cardinale si è così rivolto:

Sono rimasto  ammirato per le vostre relazioni così dense e compatte. Sento che c’è tra voi una complementarietà e colgo che la forza che vi ha mosso è quella dell’unico Spirito Santo che suscita in voi questo senso di più grande comunità a partire dalla Comunità Parrocchiale.” [1]

“ occorre verificare il nostro modo di essere nella Comunità. Quando diciamo : [2] noi siamo la Chiesa, il nostro gruppo, il nostro modo di pensare e di vivere…  troppo spesso restringiamo il soggetto “noi”. Occorre risvegliare in noi il senso di appartenenza alla Chiesa, all’unica Chiesa <Ravviva il dono di Dio che è in te>. Vedo in voi genitori uno Spirito di fortezza, uno Spirito di Amore e di Saggezza. Vi ammiro e lodo Dio per ciò che siete, perché avete anche voi molta fiducia nel dono di Dio che c’è in voi”.

[3]“ Ci sono molte scelte importanti della vita alle quali il Vangelo non ci porta direttamente… E’ permesso , allora, qualunque pluralismo?. Niente affatto. Senza Vangelo queste scelte sono irresponsabili, disastrose, come mostra tanta gente che fa scelte disastrose. Devo partire nelle mie scelte, da principi evangelici: amore, carità, dedizione, servizio, spirito di sacrificio, amore alla croce, amore ai poveri, onestà, verità, coerenza. Questo non senza una preparazione culturale seria e l’approfondimento oggettivo dei fatti, degli avvenimenti, di tutto ciò che accade attorno a me e in me:”


[1]  Il diffusore del testo, nel renderlo pubblico così chiosava: è chiaro l’invito, se è vera la vostra fede, la vostra appartenenza al mistero di Cristo attraverso l’appartenenza alla Comunità Parrocchiale, essa deve aiutare ad abbracciare tutta l’unica chiesa di Cristo, deve aiutare a sentire la presenza delle altre Comunità Parrocchiali come complementari, non come “Altro, da contrapporre alla nostra”.

[2] Il Cardinale fa riferimento in particolare alla relazione di un gruppo.

[3] Il diffusore del testo introduce il testo successivo quale precisa risposta data ai giovani sul pluralismo, inteso come diritto a prendere decisioni operative sradicate dal nostro appartenere a Cristo , alla Chiesa, al suo modo di vivere

Si ringrazia la Fondazione Don Angelo Cassani per la concessione della fotografia pubblicata