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Madonna della strada

Testi tratti da Camminiamo insieme – febbraio 2017

Benedizione dell’edicola votiva dedicata alla Madonna della strada

Domenica 18 dicembre 2016 è stata benedetta e proposta alla venerazione dei fedeli e dei passanti l’edicola collocata in vai Alfieri angolo Corso Europa, dedicata alla Madonna della strada.

Alle ore 11, al termine della S. Messa, un gruppo molto numeroso di fedeli si è avviato in processione dalla Chiesa parrocchiale verso il luogo in cui è stata costruita l’edicola, recitando il S. Rosario. Accompagnavano la processione don Remo, nostro parroco, monsignor Mario Delpini, il sindaco G. Ginelli, il pittore del quadro Gianfranco Battistella, e il Corpo musicale S. Cecilia di Jerago.

La gratitudine al Signore e alla Madonna per la conservazione della vita di MariaChiara è all’origine della costruzione.

Durante i lavori di edificazione molte altre persone hanno voluto esprimere la riconoscenza e l’amore alla Vergine Maria e affidarsi alla sua protezione donando la loro  opera, qualche materiale, il contributo di idee e suggerimenti, i fiori, l’illuminazione, al musica che ha accompagnato la cerimonia. A tutti va il più vivo ringraziamento.

Francesco Delpini

Perché la Madonna della Strada?

C’è una storia di devozione: un’antica immagine proposta alla gente che passava ha raccolto le preghiere di Sant’Ignazio di Loyola negli anni della sua presenza a Roma, ha ascoltato le preghiere rivolte nei secoli, ha assicurato la sua intercessione per ogni pena e per ogni speranza che Le è stata confidata. Ci sono buone ragioni che fanno pensare che ascolterà anche le preghiere della gente di Jerago e di chi passerà davanti all’immagine quando le volgeranno lo sguardo.

Note storiche

A Roma sin dal 14° secolo sulla strada che andava da San Pietro verso il colle del Campidoglio, esisteva una chiesetta molto piccola e angusta nella quale si venerava un affresco con l’immagine della Madonna della strada.

La costruzione era stata fatta per devozione a lato di una strada che portava fuori Roma e chi si metteva in viaggio si fermava per una preghiera, per ottenere la protezione di Maria dai briganti, che erano molto numerosi, dagli eventi atmosferici  avversi e dalle malattie.

Con il passare dei decenni la città si allargò e nella prima metà del 1500 la chiesetta si trovò nella parte centrale e più popolosa della città ed era diventata parrocchia.

Nel gennaio del 1541 la piccola chiesa, sempre cara alla popolazione, risultava ammalata. Fu in quel mese che Ignazio di Loyola prese in affitto una povera casupola di proprietà di Camillo Astalli e che si trovava proprio di fronte alla chiesetta.

Poco prima infatti Papa Paolo III aveva concesso a Ignazio l’uso dell’edificio per le attività di catechismo, di predicazione e di ministero sacerdotale da parte della nascente Compagnia di Gesù.

Per intervento di don Pietro Codacio, giovane sacerdote e prelato della corte pontificia, la chiesa venne poi donata “in perpetuum” alla Compagnia di Gesù…

In seguito, non potendoci stare la molta gente che accorreva ad ascoltare la parola di Dio, l’edificio fu allargato con vari mezzi e aggiunte. Nel 1568 il cardinale Alessandro Farnese, principe di grande autorità e prudenza, cominciò a costruire un tempio sontuosissimo, dal disegno e lavoro meraviglioso, che oggi è la chiesa del Gesù e all’interno della quale è conservato l’affresco della Madonna della strada.

Da: Ricardo Garcia-Villoslada: Sant’Ignazio di Loyola, una nuova biografia – Edizioni Paoline 1990

La nuova Chiesa di San Giorgio

fonte immagine: parrocchiasangiorgio.it

Tutto ebbe inizio il 21 settembre 1922 alle ore 20.00 al suono della campana maggiore, quando un centinaio di capi famiglia, in risposta alla convocazione del parroco Don Massimo Cervini, accettarono di sottoscrivere un piano di finanziamento per la costruzione della nuova chiesa Parrocchiale. I lavori procedettero alacremente grazie al sostegno ed alla generosità di tutti gli Jeraghesi tanto che il 23 aprile dell’anno successivo Mons. Claudio Nebuloni benedisse e pose la prima pietra della chiesa di San Giorgio Martire.

Le opere di costruzione proseguirono a ritmo serrato per gli anni successivi tanto che  per la fine di gennaio del  1927 furono terminati tutti i lavori di muratura e venne deciso  che la nuova chiesa avrebbe avuto la sua inaugurazione per la Festa della Madonna del Carmine, la terza domenica dello stesso anno . La  Provvidenza e la  tenacia del parroco unite agli sforzi di tutti i parrocchiani non disattesero all’appuntamento e il 17 luglio del 1927 alle 5,30 tra la commozione generale venne celebrata la prima Messa nella nuova chiesa. Dopo l’inaugurazione nel 1930 delle cappelle dedicate a S. Carlo e alla Madonna del Carmine finalmente la mattina del 14 settembre 1932 il Card. A. I. Schuster, in visita pastorale alla parrocchia, diede inizio alla lunga e suggestiva cerimonia di consacrazione. Gli anni a seguire furono impegnati per le decorazioni e la realizzazione dei grandi affreschi che ebbero termine l’8 giugno 1940; l’opera era completata ma la felicità durò poco poichè due giorni dopo l’Italia sarebbe entrata in guerra. In decenni di storia hanno percorso queste navate illustri rappresentanti della Chiesa ambrosiana  quali il beato Card. Schuster, il Card. Montini, diventato Papa Paolo VI, il Card. Colombo , il Card. Carlo Maria Martini, Mons. Mario Delpini e più modesti pastori; a loro va la nostra riconoscenza per aver permesso la costruzione, la conservazione e l’arricchimento della dimora del nostro Dio, per averla resa nel tempo dignitosa e degna della sua grandezza.