Notizie sulla Parrocchia di san Giorgio martire in Jerago

La parrocchia di San Giorgio Martire di Jerago unitamente alle Parrocchie di San Martino in Besnate e San Giovanni Battista in Orago è costituita in Comunità Pastorale dal 1°gennaio 2010, dedicata a Maria Regina della Famiglia .

Parroco don Remo Ciapparella

Vicari Parrocchiali : don Carlo Cardani, don Marco Usuelli.

La Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire, è stata edificata negli anni tra il 1924 e 1927  consacrata dal Beato Cardinal Ildefonso Schuster il 14 settembre 1932.

Si presenta a croce latina. Nella zona absidale: l’altare preconciliare, che custodisce il SS. Sacramento, al cui retro si apre un coro ligneo. Nel catino absidale troneggia  un  imponente Cristo in maestà con la popolazione locale  in adorazione. Ai fianchi dell’altare due grandi affreschi – Ultima cena e moltiplicazione dei pani.  Al centro dell’’incrocio del  transetto con la navata maggiore è posta  la mensa postconciliare. Nella cupola che si forma è affrescata la gloria di San Giorgio, parimenti tutte le volte illustrano con affreschi episodi della vita del martire. Le vele di raccordo portano i quattro evangelisti coi loro simboli.

 Ai lati del transetto si formano frontalmente   due cappelle:

– su di un fronte l’Altare settecentesco di san Carlo sovrastato da una gloria del medesimo  dipinta dal pittore bergamasco Carsana. Ai   lati due affreschi: col santo che reca il Viatico ai moribondi del lazzaretto- ed in processione per le vie di Milano col  sacro Chiodo,

– Sull’altro  fronte la cappella della B. V. del Carmelo con altare marmoreo e nicchia con la statua lignea della Vergine, opera novecentesca  dello scultore Franco Molteni di  Cantù. Ai lati affreschi con suffragio alle anime penitenti- istituzione dello scapolare.

Tutti gli affreschi della Chiesa sono stati realizzati verso il 1940 dal Pittore Emilio Orsenigo di Varese. Le vetrate degli alti oculos, in stile astratto dai vistosi effetti cromatici e quelle sulle  finestre con soggetti di santi ed angeli, sono state realizzate  su cartoni del pittore gallaratese Gianni Cassani. Il fonte battesimale proviene dalla antica chiesa dismessa, le vetrate col battesimo di Cristo sono del Cassani.

All’esterno, la facciata della chiesa è stata recentemete ristutturata, con una nuova artistica vetrata centrale con riferimento a Maria Regina della famiglia  ed  impreziosita da un importante protiro di ispirazione romanica con colonne in sarizzo e gnaiss granitico.

Nel territorio delle parrocchia di Jerago insistono le chiese di :

San Rocco ricostruita ex novo  alla fine del XVI sec.

San Giacomo X-XI sec, struttura in pietre a vista completamente originale e solo restaurata, offre all’interno importanti affreschi di varie epoche, sinopie di figure alto  medievali e affreschi viscontei.

Il Campanile della parrocchia è tuttora quello della antica chiesa parrocchiale (ora dismessa al culto, ma utilizzata come sala parrocchiale). La struttura originale del campanile in pietre a  vista, si fa risalire al X- XI sec., sovrapposto dalla cella campanaria cuspidata in cotto nel 1700 (tinta gialla).

La Parrocchia conta 29 vocazioni religiose femminili nell’ultimo secolo.

Undici parrocchiani dagli albori del 1900 ad oggi hanno ricevuto l’ordinazione sacerdotale e tra questi si annovera l’attuale Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini

Notizie sulla antica chiesa di San Giorgio ora dismessa al culto e situata sulla medesima piazza della chiesa attuale

“La vecchia chiesa parrocchiale e la parrocchia di  San Giorgio sono  documentati solo dal sec. XIV° per l’esattezza dal 1398. Però titolo ed ubicazione della chiesa, già per sé stessi la retrodatano ad epoca molto più antica. Inserita nel vecchio tessuto urbano, essa è senz’altro la prima cappella della comunità, probabilmente eretta in quella fase della cristianizzazione, allorché i canonici, dal vicino centro plebano e battesimale di Arsago, diffondevano la nuova religione nelle campagne e nei piccoli villaggi circostanti. La dedica a San Giorgio è tipica dell’epoca longobarda per la nota associazione del “Santo guerriero” col carattere spiccatamente belligerante di quel popolo barbarico. Gli scavi effettuati dalla Sovraintendenza hanno rilevato all’interno della antica chiesa e sotto il piano di calpestio vestigia di abside e altare della primitiva chiesa databile presumibilmente al VII sec..”.

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